Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/335

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ventesimosettimo 329


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     In questo loco fu la lizza fatta,
di brevi legni d’ogn’intorno chiusa,
per giusto spazio quadra, al bisogno atta,
con due capaci porte, come s’usa.
Giunto il dí ch’al re par che si combatta
tra i cavallier che non ricercan scusa,
furo appresso alle sbarre in ambi i lati
contra i rastrelli i padiglion tirati.

49
     Nel padiglion ch’è piú verso ponente
sta il re d’Algier, c’ha membra di gigante.
Gli pon lo scoglio indosso del serpente
l’ardito Ferraú con Sacripante.
Il re Gradasso e Falsiron possente
sono in quell’altro al lato di levante,
e metton di sua man l’arme troiane
indosso al successor del re Agricane.

50
     Sedeva in tribunale ampio e sublime
il re d’Africa, e seco era l’Ispano;
poi Stordilano, e l’altre genti prime
che riveria l’esercito pagano.
Beato a chi pòn dare argini e cime
d’arbori stanza che gli alzi dal piano!
Grande è la calca, e grande in ogni lato
populo ondeggia intorno al gran steccato.

51
     Eran con la regina di Castiglia
regine e principesse e nobil donne
d’Aragon, di Granata e di Siviglia,
e fin di presso all’atlantee colonne:
tra quai di Stordilan sedea la figlia,
che di duo drappi avea le ricche gonne,
l’un d’un rosso mal tinto, e l’altro verde;
ma ’l primo quasi imbianca e il color perde.