Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/379

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ventesimottavo 373


80
     Conoscete alcun voi, che non lasciasse
la moglie sola, ancor che fosse bella,
per seguire altra donna, se sperasse
in breve e facilmente ottener quella?
Che farebbe egli, quando lo pregasse
o desse premio a lui donna o donzella?
Credo, per compiacere or queste or quelle,
che tutti lasciaremmovi la pelle.

81
     Quelle che i lor mariti hanno lasciati,
le piú volte cagione avuta n’hanno.
Del suo di casa li veggon svogliati,
e che fuor, de l’altrui bramosi, vanno.
Dovriano amar, volendo essere amati,
e tor con la misura ch’a-llor danno.
Io farei (se a me stesse il darla e tòrre)
tal legge, ch’uom non vi potrebbe opporre.

82
     Saria la legge, ch’ogni donna colta
in adulterio, fosse messa a morte,
se provar non potesse ch’una volta
avesse adulterato il suo consorte:
se provar lo potesse, andrebbe asciolta,
né temeria il marito né la corte.
Cristo ha lasciato nei precetti suoi:
non far altrui quel che patir non vuoi.

83
     La incontinenza è quanto mal si puote
imputar lor, non giá a tutto lo stuolo.
Ma in questo chi ha di noi piú brutte note?
che continente non si trova un solo.
E molto piú n’ha ad arrossir le gote,
quando bestemmia, ladroneccio, dolo,
usura et omicidio, e se v’è peggio,
raro, se non dagli uomini, far veggio. —