Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/393

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ventesimonono 387


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     Di tutti i lochi intorno fa venire
mastri, chi per amore e chi per tema;
e fatto ben seimila uomini unire,
de’ gravi sassi i vicin monti scema,
e ne fa una gran massa stabilire,
che da la cima era alla parte estrema
novanta braccia; e vi rinchiude dentro
la chiesa, che i duo amanti have nel centro.

33
     Imita quasi la superba mole
che fe’ Adriano all’onda tiberina.
Presso al sepolcro una torre alta vuole;
ch’abitarvi alcun tempo si destina.
Un ponte stretto e di due braccia sole
fece su l’acqua che correa vicina.
Lungo il ponte, ma largo era sí poco,
che dava a pena a duo cavalli loco;

34
     a duo cavalli che venuti a paro,
o ch’insieme si fossero scontrati:
e non avea né sponda né riparo,
e si potea cader da tutti i lati.
Il passar quindi vuol che costi caro
a guerrieri o pagani o battezzati;
che de le spoglie lor mille trofei
promette al cimiterio di costei.

35
     In dieci giorni e in manco fu perfetta
l’opra del ponticel che passa il fiume;
ma non fu giá il sepolcro cosí in fretta,
né la torre condutta al suo cacume:
pur fu levata sí, ch’alla veletta
starvi in cima una guardia avea costume,
che d’ogni cavallier che venia al ponte,
col corno facea segno a Rodomonte.