Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/409

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trentesimo 403


20
     Ruggier non vuol ch’in altra pugna vada
con lo suo scudo; né Gradasso vuole
che, fuor che contra sé, porti la spada
che ’l glorioso Orlando portar suole.
— Al fin veggiamo in cui la sorte cada
(disse Agramante), e non sian piú parole;
veggián quel che Fortuna ne disponga,
e sia preposto quel ch’ella preponga.

21
     E se compiacer meglio mi volete,
onde d’aver ve n’abbia obligo ognora,
chi de’ di voi combatter, sortirete;
ma con patto, ch’al primo ch’esca fuora,
amendue le querele in man porrete:
sí che, per sé vincendo, vinca ancora
pel compagno; e perdendo l’un di vui,
cosí perduto abbia per ambidui.

22
     Tra Gradasso e Ruggier credo che sia
di valor nulla o poca differenza;
e di lor qual si vuol venga fuor pria,
so ch’in arme fará per eccellenza.
Poi la vittoria da quel canto stia,
che vorrá la divina providenza.
Il cavallier non avrá colpa alcuna,
ma il tutto imputerassi alla Fortuna. —

23
     Steron taciti al detto d’Agramante
e Ruggiero e Gradasso; et accordarsi
che qualunque di loro uscirá inante,
e l’una briga e l’altra abbia a pigliarsi.
Cosi in duo brevi, ch’avean simigliante
et ugual forma, i nomi lor notarsi;
e dentro un’urna quelli hanno rinchiusi,
versati molto, e sozzopra confusi.