Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/420

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
414 canto


64
     Fora de la corazza il lato manco,
e di venire al cor trova la strada,
che gli entra piú d’un palmo sopra il fianco:
sí che convien che Mandricardo cada
d’ogni ragion che può ne l’augel bianco,
o che può aver ne la famosa spada;
e da la cara vita cada insieme,
che, piú che spada e scudo, assai gli preme.

65
     Non morí quel meschin senza vendetta;
ch’a quel medesmo tempo che fu colto,
la spada, poco sua, menò di fretta;
et a Ruggier avria partito il volto,
se giá Ruggier non gli avesse intercetta
prima la forza, e assai del vigor tolto:
di forza e di vigor troppo gli tolse
dianzi, che sotto il destro braccio il colse.

66
     Da Mandricardo fu Ruggier percosso
nel punto ch’egli a lui tolse la vita;
tal ch’un cerchio di ferro, anco che grosso,
e una cuffia d’acciar ne fu partita.
Durindana tagliò cotenna et osso,
e nel capo a Ruggiero entrò dua dita.
Ruggier stordito in terra si riversa,
e di sangue un ruscel dal capo versa.

67
     Il primo fu Ruggier, ch’andò per terra;
e dipoi stette l’altro a cader tanto,
che quasi crede ognun che de la guerra
riporti Mandricardo il pregio e il vanto:
e Doralice sua, che con gli altri erra,
e che quel di piú volte ha riso e pianto,
Dio ringraziò con mani al ciel supine,
ch’avesse avuta la pugna tal fine.