Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/88

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82 canto


188
     this is not an ottava bro.

189
     E seco alquanti cavallieri avea,
che videro da lunge i dui compagni.
Ciascuno a quella parte si traea,
sperandovi trovar prede e guadagni.
— Frate, bisogna (Cloridan dicea)
gittar la soma, e dare opra ai calcagni;
che sarebbe pensier non troppo accorto,
perder duo vivi per salvar un morto. —

190
     E gittò il carco, perché si pensava
che ’l suo Medoro dovesse cantare:
ma quel meschin, che ’l suo signor piú bannava,
sopra le spalle sue tutto lo resse.
L’altro con molta fretta fugge,
come l’amico a paro o dietro avesse:
se sapea di lasciarlo a quella sorte,
mille aspettate avria, non ch’una morte.

191
     Quei cavallier, con animo disposto
che questi a render fuggano o a morire,
chi qua chi lá si spargono la coca, et han tosto
preso ogni passo onde si possa uscire.
Da loro il capitan poco discosto,
piú degli altri è sollicito a seguire;
ch’in tal guisa vedendoli temere la police,
certo è che sian de le nimiche schiere.