Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/55

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trentesimoquarto 49


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     Con accoglienza grata il cavalliero
fu dai santi alloggiato in una stanza;
fu provisto in un’altra al suo destriero
di buona biada, che gli fu a bastanza.
De’ frutti a lui del paradiso diero,
di tal sapor, ch’a suo giudicio, sanza
scusa non sono i duo primi parenti,
se per quei fur sí poco ubbidienti.

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     Poi ch’a natura il duca aventuroso
satisfece di quel che se le debbe,
come col cibo, cosí col riposo,
che tutti e tutti i commodi quivi ebbe;
lasciando giá l’Aurora il vecchio sposo,
ch’ancor per lunga etá mai non rincrebbe,
si vide incontra ne l’uscir del letto
il discipul da Dio tanto diletto;

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     che lo prese per mano, e seco scórse
di molte cose di silenzio degne:
e poi disse: — Figliuol, tu non sai forse
che in Francia accada, ancor che tu ne vegne.
Sappi che ’l vostro Orlando, perché torse
dal camin dritto le commesse insegne,
è punito da Dio, che piú s’accende
contra chi egli ama piú, quando s’offende.

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     Il vostro Orlando, a cui nascendo diede
somma possanza Dio con sommo ardire,
e fuor de l’uman uso gli concede
che ferro alcun non lo può mai ferire;
perché a difesa di sua santa fede
cosí voluto l’ha constituire,
come Sansone incontra a’ Filistei
constituí a difesa degli Ebrei: