Pagina:Ariosto-Op.minori.1-(1857).djvu/408

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alcune versioni. 379

Libro III, Carme IX.


     L’inclito cavalier Niccola Ariosto
L’antidì del morir comprò quest’arca,
Dove aspetta gli eredi a ferragosto.

Luigi Muzzi.


Ivi, Carme XII.


     Alessandro ora è qui. Mentre gli volse
Fanciulla troppo dar, troppo gli tolse.
     Vada la stolta e accusi il diro amore,

Che per darsi ella tanto, egli ne muore.

Lo stesso.


Ivi, Carme XV.


     Qui Rinaldo Manfredi il guerrier giace,
Ucciso a tradigion nei dì di pace.
     E a che tal morte? — Perchè immenso amore
Alla suora portò dell’uccisore. —
     Dura mercè! Se per amar quest’ebbe,

Che più per odïar mertato avrebbe?

Lo stesso.


Ivi, Carme XVII.


     Di Lodovico Ariosto giaccion sepolte l’ossa
Sotto di questo marmo, ovvero in questa fossa,
Sotto mattone o sabbia o qualunque altra cosa,
Dove il cortese erede volle la spoglia ascosa;
O dell’erede alcuno amico più cortese,
O un passeggier venuto qua di lontan paese.
Imperocchè il futuro ei non potè sapere,
Nè del cadaver suo si prese tal pensiere,
Che, ancor vivente, un’urna gli fosse preparata;
Ma bensì quest’epigrafe lasciò da sè dettata;
Qual sopra il suo sepolcro volle che si scrivesse,
Se mai di qualche sorte un dì sepolcro avesse;
Acciocchè quando il misero suo spirto, alfin compito
Il tempo dell’esilio a lui già stabilito,