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Pagina:Ars et Labor, 1906 vol. I.djvu/325

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MELCHIORRE DÈLFICO 301

Nè val la pena di riprodurre una tra le più famose caricature che Dèlfico fece pel Mondo Artistico di Milano «Dies iræ», in cui il Maestro, con la sua bacchetta direttoriale, fa resuscitar tutti i morti, i quali gli ballano intorno una farandola, sonando come la più numerosa orchestra del...altro mondo; inutile, giacché, alla morte del Maestro, essa fu riprodotta da una quantità di rassegne e giornali. Immagine dal testo cartaceo30.

Oh, se Verdi voleva bene al suo Dèlfico! In queste tre lettere inedite, voi ne avete la prova. Immagine dal testo cartaceo31. 31. Genova, 22 marzo 1885.

Caro Dèlfico,

Ricevo in questo momento la vostra, e son doppiamente lieto perchè so ora dove devo indirizzare la mia risposta, e ringraziarvi delle belle, bellissime caricature sull’Otello [1]. Vi dirò, anzi, che quando arrivarono era qui presente il maestro Muzio, che, partendo per Milano, volle portarle a far vedere a Giulio Ricordi.

Tutti le hanno trovate bellissime. Sono ancora a Milano (le caricature), ma spero mi sieno rimandate presto, onde poterle ammirare anch’io a piacer mio.

Grazie, dunque, mio caro Dèlfico, conservatevi sano, e credetemi sempre vostro

G. Verdi.


Immagine dal testo cartaceo32.

  1. Inedite.... ahimè, perdute! oh, se il comm. Ricordi non le avesse più restituite, come avrebbe fatto bene!