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Pagina:Ars et Labor, 1906 vol. I.djvu/330

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306 ARS ET LABOR

cominciava ad infierire e le mie illusioni fuggivanoa dirotta.

Alle sei, benché il cielo fosse sempre minaccioso ed ogni tanto si aprisse per rovesciare una gelida

Immagine dal testo cartaceoULTIMA STAZIONE DEI TRASPORTI AEREI SOTTO GORNO. PORTATO IL MINERALE VIEN CARICATO SUI CARRI PER ESSERE ALLA STAZIONE DI PONTE DI NOSSA. spruzzaglia, mi decisi a partire egualmente. Sapevo di essere attesa e di avere i giorni disponibili contati.

Quando giunsi a Campello, frazione di Oneta, ove mi attendeva l’ospitalità cortese dell’ingegnere Ernesto Zay, direttore dei lavori, tanto io, quanto il fotografo, che avevo meco condotto, quanto l’equipaggio che ei aveva trasportati, eravamo in uno stato miserando. Fradici, infreddoliti, disperati di riuscire a far niente, inferociti contro quel maledetto Alben che durava a stare incappucciato come un vecchiaccio di malaugurio. Tutti hanno provato lo strano stato d’animo, che si impossessa di chi abbia “bisogno di buon tempo„ per alcuna impresa da compiere. L’impotenza di lottare con l’ineluttabile volontà del cielo, l’inutilità d’ogni imprecazione e d’ogni preghiera, il desiderio ardente di scorgere anche un solo barlume di luce nel nerore dell’orizzonte, la speranza giuliva che un improvviso schiarare delle nubi accende, la desolazione accorata in cui si ripiomba ad una nuova ripresa della pioggia - tutto questo bizzarro concorrere di elementi opposti, rende nervosi ed istupiditi, fissati in quel solo pensiero, in quella sola preoccupazione, incapaci di svellersi dall’argomento tirannico per attendere agli altri argomenti delle parole e degli atti.

Cosicché quando il cortesissimo ingegnere Zay vestito, lui beato, di un costume ad hoc, calzato di forti scarponi ferrati ed armato di un bastone ferrato del pari — mi invitò a seguirlo nella visita e ad ascoltarlo nelle sue spiegazioni, io era ancor tutta presa dalla pena e dalla noia di quella pioggia che era piovuta, che pioveva e che doveva piovere.

Tuttavia, mi avviai - reggendo le sottane e l’ombrello, e con le mie miserabili scarpe di città — per la via donde tutti si dominano i particolari dello Stabilimento: i piazzali, i trasporti aerei, le Laverie, i Forni. L’ingegnere mi dava intanto informazioni.

I giacimenti, che si connettono alla formazione triasica (era secondaria) sono tipici. I minerali di zinco costituiscono in alcuni piani del periodo triasico (e precisamente in quelli denominati del Raibel, della dolomia metallifera e della dolomia di Esino), dei depositi, degli ammassi, delle tasche generalmente allineate secondo una determinata direzione, che varia da regione a regione. Questi ammassi, queste tasche sono molto spesso, sopra tutto nei due piani superiori, collegati fra loro da vene più o meno importanti, che costituiscono i cosi detti canali. La norma per le ricerche, oltre quella della esistenza della roccia, che può contenere il minerale, è in particolar modo data dalla direzione quasi costante di questi canali, esistenti talvolta — per qualche tratto - anche in serie parallele nel medesimo piano. Furono rinvenuti sin quattro canali paralleli compresi nei medesimi strati.

I lavori si sviluppano dalla quota 500 metri sul mare — tahlweg del torrente Riso — alla quota Immagine dal testo cartaceoINGRESSO A UNA GALLERIA. SI VEDE IL TUBO DEL VENTILATORE.

1800 metri — sul versante sinistro del torrente. Le montagne sono forate in tutti i sensi, per molte diecine di chilometri di gallerie. Naturalmente, le