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Pagina:Ars et Labor, 1906 vol. I.djvu/392

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Immagine dal testo cartaceo La famiglia del nostro direttore Giulio Ricordi è stata colpita da un nuovo lutto, colla perdita, in ancora fiorente età, della nipote nobile Paolina Quinterio Brentano, spirata dopo breve malattia il 18 marzo 1906. La defunta era figlia della signora Amalia Ricordi maritata Brentano e quindi sorella al rimpianto architetto Giuseppe Brentano.

Persona di squisito sentire, amava particolarmente l’arte musicale ed era fine esecutrice delle melodie di Schumann e di Tosti.

Al marito, nobile Gustavo Quinterio, ai figli, ai parenti esprimiamo i sensi del nostro più vivo rammarico.

I funebri ebbero luogo il 20 marzo 1906 con larghissimo concorso; numerosissime e splendide furono le corone inviate.




La Ditta G. Ricordi & C. compie il doloroso ufficio di annunciare la perdita della socia nobile Paolina Quinterio Brentano.




La Società di Mutuo Soccorso fra gli addetti al R. Stabilimento Ricordi porge i più sentiti ringraziamenti al nobile signor Gustavo Quinterio e figli per l’elargizione di L. 100 fatta in memoria della compianta signora.

A Milano, a soli 33 anni, è morta per difterite la signorina Fanny Mangili. La signorina Fanny Mangili era nota e stimata nella società milanese per le qualità del cuore e della niente. Di queste diede prova anche nelle sue estreme volontà, istituendo con elargizioni di L. 50,000 cadauna borse di studio al Politecnico, al Conservatorio. Lasciò pure L. 50,000 per i restauri al Castello Sforzesco, in memoria del suo amato fratello Giacomo.

Al benemerito senatore Cesare Mangili, colpito da così grave sciagura, mandiamo le più sentite condoglianze.

A Colleviti (Lucca), monsignor Serafino Milani, arcivescovo titolare di Side, già custode di Terrasanta per 11 anni e già delegato apostolico a Costantinopoli. Era nato a Carrara nel 1819 ed apparteneva all’ordine francescano.

A Roma, a 68 anni, è morto il maestro Tommaso Benvenuti. Fu un compositore distinto, pieno di buon gusto, alieno da ogni effetto ad un’eletta idealità che fu anelito esistenza riflettente in armonie e gentiluomo simpaticissimo, affabile, alieno da ogni affetto volgare, anelante della sua intera esistenza riflettente in armonie e ritmi. Fu altresì gentiluomo simpaticissimo, affabile e brillante sempre. Caratteristico anzi in lui un brio, che talora sfiorava le tonalità della spensieratezza, alternantesi con pause intense nelle quali quel suo arguto occhio scintillante perdeva quasi ogni mobilità, per volgere lento lento, migrando verso le alti astrazioni dell’ideale. Certamente egli non ebbe la fortuna e la fama Immagine dal testo cartaceoTOMMASO BENVENUTI. Fot. G. L. F.lli Vianelli. che avrebbe meritato; ma seppe trovare nella propria coscienza e nel proprio carattere quel compenso che certe strombazzate celebrità s’accontentano di trovare nel vuoto delle loro inorpellate nullità. In ogni modo, resti a suo titolo d’onore l’elenco delle opere che egli scrisse: Valenza Candiano, levata alle prove a Mantova nel 1856 per deficenza d’esecuzione; Adriana Lecouvreur, a Milano nel 1857; Stella di Toledo, a Milano nel 1864; Guglielmo Shakespeare, pure a Milano nel 1861; Il Falconiere, a Venezia nel 1878; Beatrice di Svevia, anche a Venezia nel 1890; Baruffe Chiozzotte, a Firenze nel 1895, un interessante tentativo di musicazione della stessa commedia dialettale di Carlo Goldoni.

A Roma, per attacco di uremia, Francesco Bravi, giovane valente tenore che aveva già percorso con fortuna brillante carriera. Lascia vedova la distinta signora ed ex-cantante Linda Canetti.