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Pagina:Ars et Labor, 1906 vol. I.djvu/485

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ATTRAVERSO LE ARTI SORELLE 445


numentale di San Francesco all’angolo delle Piazze Malpighi e De’ Marchi. Con questa demolizione verrà a scoprirsi interamente l’abside dell’austero ed insieme elegante edificio.

  • La grande casa sul Canal Grande, a Venezia, rimasta da più di quattro secoli incompiuta, ch’è nota a Venezia col nome di Cà del Duca, fu argomento d’un interessante studio di Luca Beltrami, pubblicato in occasione delle nozze Albertini-Giacosa, cinque anni or sono. In occasione di altre nozze Albertini-Giacosa, il senatore Beltrami, appaiando a una bella continuità d’imparentamento, una interessante continuità d’argomento, pubblica in una delle sue elegantissime edizioni, in soli duecento esemplari, un nuovo studio intorno a «La Cà del Duca sul Canal Grande ed altre reminiscenze sforzesche a Venezia».
  • Fu già detto dello scoprimento, avvenuto nello scorso dicembre, della ripristinata fronte del palazzo di Re Enzo in piazza Vittorio a Bologna, restauro dovuto al benemerito Comitato per Bologna storico-artistica ed ai profondi studi fatti sulle antiche carte da quel genialissimo artista che è Alfonso Rubbiani, che del lavoro ebbe incarico dal Comitato suddetto. Ora il Rubbiani ha esposto il frutto delle sue acute indagini sopra questo argomento in un volume edito dallo Zanichelli, dal titolo: Il palazzo di Re Enzo in Bologna.
  • I membri della Società L’ami des monuments et arts di Parigi furono convocati a visitare la casa dove morì Voltaire. Essa si trova ancora nel medesimo ordine e vi si ammira il gran salone dove la Comédie-Français ha ripetuto la tragedia Irene.
  • La Prefettura di Venezia fu informata che gravi allarmi si erano verificati nell’artistico campanile di Caorle. Qualche intonaco del muro di levante si era scrostato e delle pietre erano cadute. Com’è noto, il campanile di Caorle è una pregevolissima ed antica opera d’arte, uno dei pochi rotondi che ancora rimangono.

Scultura.

  • Agli italiani forse parrà strano, ma in Germania non c’è ancora un monumento al grande Heine. C’è a NewYork, c’è a Corfù, ce n’è uno sepolcrale a Parigi. Nella patria del poeta, nulla. Dodici anni fa s’era voluto tentare. I neri, gli antisemiti, i nobili si opposero. E gli oscurantisti vinsero. Ora si vuol ripetere il tentativo. Un apposito Comitato pubblica un proclama.
  • Una statua a John Everett Millais, uno dei maggiori pittori della scuola inglese moderna, fu eretta in Londra ed è opera lodatissima dello scultore Brock.
  • L’idea di innalzare un monumento a Manzoni e Rosmini sulla strada del Sempione presso Stresa, sta per effettuarsi. Il Comitato conta i nomi dei conti Guido e Giberto Borromeo, del conte Stefano Stampa, del marchese Domenico Pallavicino, del generale conte Cadorna, ecc., ed il monumento sorgerà sul luogo dove avveniva il quotidiano incontro dei due grandi patriotti.
  • Il monumento sul divino sfondo delle colline verdi e dell’Adige azzurro inaugurato in Verona ad Umberto I è opera abbastanza encomiabile dello scultore Romeo Cristani di Verona, che già diede alla città natale il monumento di Paolo Veronese, ch’è là in quell’artistica piazzetta di Santa Anastasia.
  • L’alpestre paese di Pontito (Lucca), patria di Lazzaro Papi, possiede un’antica torre, che è stata ora dichiarata monumentale. Si deve questo alle premure del solerte parroco Balanesi.
  • A Ferrara, nella chiesa di S. Benedetto, ebbe luogo l’annunciata inaugurazione della lapide commemorante il luogo ove riposarono le ossa di Lodovico Ariosto e del nuovo organo, opera apprezzatissima del nostro concittadino Ferdinando Strozzi.
  • Tancredi Pozzi ha terminato il bozzetto del monumento a Claudio Leigheb, che sarà collocato nel cimitero di Staglieno.
  • In onore di Giuseppe Sacconi è stata scoperta una lapide a Montaldo (Marche), nella casa ove nacque. Un monumento a Francesco Querini, opera in marmo dello scultore Tamburini, è stato inaugurato in Venezia per volere della città e del Duca degli Abruzzi.
  • Un monumento all’indipendenza nazionale è stato consacrato a Liegi, la quale fu la prima città del Belgio che, nel 1830, rispose all’appello di Bruxelles insorta.
  • Nello studio dell’artista perugino Antonio Cimbelli, in Spoleto, è pronto un bel busto di Giosuè Carducci, che verrà collocato sul palcoscenico del teatro Nuovo.
  • A Torino venne compiuta e posta in opera la grande stella formante il nuovo coronamento della Mole Antonelliana, poiché l’angelo dorato che ne formava la sommità venne buttato giù, un anno e mezzo fa, da un violento temporale. La stella è di rame dorato, ed ha il diametro di metri 2.50, e consta di dodici raggi.
  • Quanto prima sarà innalzata nel giardino di Lussemburgo a Parigi una statua in onore di Federico Le Play, fondatore della Scuola della Pace sociale ed autore di notevoli opere di economia sociale.
  • A Bonn, nella casa natale di Beethoven, fu installato un busto in bronzo più grande del naturale, somigliantissimo al Grande cui è dedicato. Autore encomiato è lo scultore Aronson.
  • In una sala dell’Hòtel de Ville a Parigi s’è tenuta una riunione del Comitato per il monumento a Garibaldi a Parigi. Furono nominati presidenti onorari i deputati Beauquer e Lokroi, presidente effettivo il consigliere comunale Chautard, presidente della quarta Commissione del Municipio di Parigi.

Numismatica.

  • Recentemente nel Comune di Gragnano (Napoli) fu consumato un audacissimo furto alla villa del barone Roberto Savarese. I ladri fecero man bassa su una importante collezione di monete antiche francesi e napoleoniche dell’epoca di Murat.
  • Al pittore De Sanctis è stata donata una medaglia d’oro che il Consiglio Comunale di Roma gli decretò in seguito al dono che l’artista volle fare al Comune della intera sua raccolta di quadri e bozzetti.
  • A Milano, in via Santa Margherita, dalla vetrina della “Società Gite e Viaggi Riboni e C.„ fu rubata una raccolta di monete d’oro e d’argento, di scarso valore storico, ma d’un valore molto corrente, correntissimo... Chissà dove sono a quest’ora!

Araldica

  • I preparativi per festeggiare il quarto centenario della Guardia svizzera pontificia sono ormai terminati. La lapide che ricorderà la festa, con un’epigrafe dettata da monsignor Dardi, segretario del Papa per i brevi ai principi, è già stata murata nel cortile degli svizzeri ed è pronta per essere distribuita agli svizzeri stessi una medaglia commemorativa, recante da una parte l’effigie di Pio X e dall’altra gli stemmi intrecciati di Papa Sarto e di Giulio II. Un banchetto d’onore sarà dato per la circostanza dal cardinale Merry del Val ai personaggi che interverranno per la festa a Roma. Nel salone della cavallerizza, adorno di festoni e di bandiere svizzere e papali, è stato posto un grande stemma svizzero; trofei di corazze adornano le pareti del salone, nel quale sarà dato un grande concerto. Monsignor Morosini, amministratore apostolico del Canton Ticino, pontificherà in una solenne funzione al camposanto Teutonico e l’archivista di Stato Durer di Stanz presenterà a Pio X la storia dei quattro secoli di esistenza della Guardia svizzera.