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Pagina:Ars et Labor, 1908 vol. I.djvu/181

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VILLE E PALAZZI ITALIANI 125
Immagine dal testo cartaceo

Fot. G. Castelbarco.
I SOTTERRANEI - SALA EGIZIANA.

l’annuncio ai pastori dell’avvenuta nascita di Gesù. Nel mezzo un grande tavolo a mosaico, poltrone e sedie scolpite del secolo XVIII, piccoli divani, ecc., tutt’un mobilio speciale, curioso, proprio del luogo e dell’uso a cui serve.

Tutti questi quadri vennero diligentemente puliti e rinfrescati lo scorso anno dal distinto signor Mencattini, il quale ne curò anche con molto buon gusto la disposizione, ordinandoli per scuole e per epoca. Fu un lavoro lungo e paziente che torna tutto ad onore del valente artista.

Una delle attrattive principali della villa, e per le quali giungono giornalmente — nella stagione estiva specialmente — forestieri da ogni parte, sono i famosi sotterranei fatti scavare negli anni 1835-1838 dal conte Carlo Castelbarco, con giuochi d’acqua e cascatene, alcune delle quali sussistono tuttora. Ignazio Cantù nella sua Guida della Brianza così ne parla:

“Stupende sono queste gallerie sotterranee, tutte a mosaici, disposte con molta varietà di gusto e di finezza d’arte e ricche di copiosi getti d’acqua, che ora si presentano in belle cascate, ora in limpidi zampilli„.

Essi si compongono di parecchie sale prospicienti una vasta terrazza ai piedi della quale scorrono parallelamente l’Adda ed il canale della Martesana. Immagine dal testo cartaceoscalone col busto di Giulio Cesare e quadro del Veronese Nella Sala Romana, fra numerose antichità provenienti dagli scavi di Roma e del Lazio, si trovano i busti di Elena Albani e del Duca Litta di lui consorte; in un angolo si vede anche il busto di Clemente XI (Francesco Albani), e quelli degli imperatori romani Commodo, Teodosio, Lucio, Elio, Aurelio, lapidi funerarie, frammenti, ecc.

Nella Sala Marittima, con le pareti ricoperte di conchiglie rarissime, si vede la statua del Dio Nettuno, e quella, pare, di un re longobardo oppure di un doge di Venezia, ed una statuetta di un fanciullo di casa Castelbarco. Un trofeo romano serve come di lampadario.

Nella Sala Raffaellesca primeggia una meravigliosa statua di Ercole col corno dell’abbondanza strappato da lui al fiume Achelòs: statua che si erge sopra un’ara romana di molto pregio. In questa stessa sala si veggono i busti di Raffaello Sanzio — da cui prende il nome — di Giulio Cesare, di Cicerone, di Livia, di Messalina, ecc., medaglioni coi profili degli imperatori Galba, Britannico, ed altri in pietra arenaria di due Visconti, signori di Milano.

Nella Sala Egizia si ammira una deità dell’epoca dei Faraoni, con la testa di leone ed il rimanente del corpo a forma umana, e di rimpetto una tomba ed un cippo coll’iscrizione in egiziano antico, alcune sfingi e colonne istoriate.

Nella Sala Etrusca spicca il busto di Cleopatra, che sarebbe per altro da porsi nella sala precedente; disposti in ordine su tavoli di pietra e sul pavimento, si vedono molti vasi di terracotta, otri, stoviglie ed altri oggetti trovati negli scavi toscani.