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biano ad accusare il minimo squilibrio. Egli, come altri pochi, è tale artista da recar lustro al bel nome italiano all’estero, e lo provano le innumerevoli scritture ottenute in centri di grande importanza quali Buenos-Aires, Pietroburgo, Odessa, Madrid, Santiago, Valparaiso, Barcellona, Rio Janeiro, Parigi, Montecarlo; ed in Italia, al S. Carlo di Napoli, al Carlo Felice di Genova, al Comunale di Bologna, al Regio di Torino, ecc., sempre acclamato e sempre trionfante, in qualunque opera egli si sia presentato.
In brevi anni il suo nome fu favorevolmente noto ai pubblici più esigenti dei due mondi, e il Bassi è oggi un tenore vivamente conteso fra gli impresari più cospicui, che ricercano nel loro scritturato oltre alla voce sicura, signorilità di portamento sulla scena e gentilezza di modi.
Amedeo Bassi venne confermato per NuovaYork, e la sua fama ebbe la più bella conferma che egli potesse desiderarsi, perchè anche dinanzi quel pubblico così esigente e con opere di grande impegno, egli seppe assurgere a grandi altezze, entrando pienamente nelle simpatie di quell’uditorio così difficile, trionfando malgrado pericolosissimi confronti.
Fot. Varischì, Artico & C., Milano.
gina favre.
Gina Favre. — È una nuova prima donna; fino a due anni fa sosteneva con molta eleganza il ruolo di seconda donna in buone compagnie. Poi ha fatto anch’essa il gran passo; prima con degli assaggi senza continuità, poi diventando la stella della Compagnia comica Coen costituita per l’America del Sud e teste sciolta dopo una fortunata campagna. La storia di questa bella attrice è presto detta. È torinese; è entrata in arte dieci anni fa, nella Compagnia di Teresa Mariani e di Paladini. Poi passò con Della Guardia e poi con la Pieri-Severi.
La Favre è modesta e volonterosa; ha una recitazione aggraziata e nobile, una eleganza squisita nel gesto e nell’abbigliamento. È una delle nostre giovani forze femminili sulle quali si può contare.
Fut. Montabone, Firenze.
raffaele ascolese.
Raffaele Ascolese. — È il primo capo-musica del nostro esercito, per anzianità di grado. Vanta trent’anni di insegnamento quale maestro di musica nel 4.° Reggimento fanteria e lo scorso giugno gli ufficiali del suo Reggimento gli offrirono una grande medaglia d’oro, mentre i sott’ufficiali gli regalarono una bacchetta d’avorio con targa d’oro e il Corpo di musicag li fece il presente di una ricca e artistica pergamena.
Autore lodato di un numero considerevole di marcie, ballabili e pezzi diversi per banda, di lui merita di essere in special modo ricordata una Fantasia militare descrittiva, eseguita la prima volta a Napoli con vero successo in occasione della venuta colà di Guglielmo II. Ma ciò che sta a maggior lode dell’Ascolese è il numero considerevole di allievi ottimi che sono usciti dalla scuola di lui: alcuni sono attualmente ancor essi capi-musica nel nostro esercito. Diresse per circa dieci anni Il Metronomo, pubblicazione di musica in partitura per banda e fra i vari incarichi che a lui volle affidati il Ministro della Guerra, ci piace ricordare quello delle Marcie d’ordinanza per i nuovi reggimenti d’artiglieria e l’altro dell’ordinamento delle fanfare di cavalleria e delle musiche militari di Massaua. Nel 1882 l’Ascolese
fu messo a disposizione del Sindaco di Roma per la riorganizzazione di quella Banda cittadina. L’Ascolese è di Catania e compì i suoi studi a Napoli.