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Pagina:Ars et Labor, 1908 vol. I.djvu/208

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152 ARS ET LABOR

Un nuovo astro sta sorgendo sul nostro orizzonte artistico: Cesare Barison, violinista triestino, allievo del chiaro maestro Vram di Trieste, indi del celebre Sevcick di Praga. Il Berliner Courier,parlando del concerto dato ultimamente dal giovanissimo artista a Berlino, ne loda entusiasticamente il suono magico, la straordinaria agilità delle dita, l’arcata splendida, le interpretazioni eleganti, il gusto finissimo, e gli preconizza una carriera trionfale. A Vienna, dove si produsse in un concerto privato, impressionò per le doti veramente eccezionali e ricevette calde felicitazioni dalle più alte personalità del mondo artistico viennese. Immagine dal testo cartaceoCesare Barison e sua sorella Bianca. Lo accompagna al pianoforte la giovanissima sorella Bianca, il cui talento musicale viene anche molto elogiato. — È con vero compiacimento che diamo queste notizie, le quali tornano ad onore dell’arte italiana. Immagine dal testo cartaceo

LA NOSTRA MUSICA

Già il mostro conscio di sua metallica ira,
Ansa, sbuffa, scrolla, i flammei occhi sbarra,
Gitta il grido che sfida lo spazio....

ecco il galop di Burgmein, ecco il suo Automobile: la più estrosa, la più viva, pulsante, incalzante illustrazione dei versi Carducciani.

Con questo ballabile resta dimostrato che quantunque le danze abbiano una sacramentale quadratura si melodica che armonica, pur tuttavia, quando c’è estrosità ricca e spontanea, alternando, per esempio ritmi spesseggiati con altri dilatati, liberandosi dall’unitonità armonica, facendo ondeggiare i motivi fra tonalità lontane anche con un galop ed in un galop si può far vera opera d’arte come fece Burgmein.