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| 160 | ARS ET LABOR |
pochissimi lo conoscevano e lo comprendevano. Adesso la di lui fama corre le vie del mondo, e le persone colte che non sanno comprenderne i versi nella nostra armoniosa lingua si studiano di poterli leggere nella loro. Si può leggere ora il Carducci anche in svedese, e deve essere davvero un gran piacere intellettuale, che disgraziatamente non sono in grado di procurarmi. Forse qualche volta simili piaceri costano cari: che i traduttori siano traditori è vecchia sentenza.
Un editore di Londra ha pubblicato in questi ultimi giorni un volumetto elegante di “Poems di G. Carducci„, tradotti da una signorina della quale non starò a dirvi il nome. Il volumetto ha attratto la mia attenzione per una strana copertina dai colori della mortadella, delicata allusione alla città dove il Poeta ha vissuto 47 anni ed è morto. Mi sono messo a leggerlo, e vi ho trovato le più amene cose del mondo, delle quali offro al lettore un unico saggio.
Nell’ode Davanti a San Guido, il verso:
Nè io sono per anche un manzoniano
è tradotto inglesemente:
I am neither a small calf with the bell...
che letteralmente significa: «io non sono un piccolo vitello con (al collo) un campanaccio».
Qualunque commento mi pare inutile! Ma la signorina Inglese è stata superata da un giornale, un di quei giornali che si vantavano di conoscere a fondo l’anima del Poeta. Questo giornale, leggendo in un discorso inaugurale di Corte d’appello la celebre frase «nè scelleranza di sacerdoti, nè oltracotanza di sofi sequestrerà Iddio dalla Storia» che è nel discorso per La libertà perpetua di San Marino, l’ha attribuita... al procuratore generale, ed ha soggiunto, con fine arguzia, che quel magistrato ha stoffa per diventare un bravo quaresimalista!...
E così si scrive la storia.
NEL CAMPO DELL'IGNOTO
I fenomeni medianici e la scienza.
o studio dei fenomeni medianici tende ogni giorno più a prendere aspetto scientifico, per le nuove cognizioni che la scienza ha aggiunte a fatti finora
inesplicabili e per l’effetto della generalizzazione della coltura delle scienze naturali che ora forma il substrato della nostra psiche.
Non molti anni addietro la osservazione e lo studio dei fenomeni telepatici e medianici era seguito da un piccolo numero di persone che ignoravano i fondamenti scientifici delle forze naturali. Erano studi per Io più condotti con metodo empirico e gli studiosi riguardati come visionari che volevano risuscitare il mondo medioevale degli spiriti e delle tregende. E la scienza e il pubblico riguardavano quei conati come frutto di menti squilibrate. Ma poco a poco la scienza perdendo quei caratteri di materialismo antiscientifico, che aveva preso in seguito ad illazioni irrazionali sul potere di investigazione puramente materiale, si accostò ad esaminare i fenomeni medianici con minore prevenzione, riflettendo se o no gli stessi fenomeni potessero spiegarsi col soccorso delle leggi naturali fin qui accettate.
Da non più una quindicina di anni lo studio dei fenomeni del così detto mondo dei misteri ha avuto un impulso meraviglioso. Le ricerche furono fatte con metodo sempre più razionale e scientifico, i controlli più rigorosi e le singole osservazioni fatte da diversi esperimentatori furono comunicate e discusse da altri; un pubblico intelligente, cauto, si accostò a portare il suo contributo agli esperimentatori ed agli scienziati.
Ma quanti sono i cultori delle scienze e gli intelligenti che, senza prevenzioni di sorta, si accostano agli esperimenti ed alle discussioni dei fenomeni medianici? Un libro pubblicato un mese fa dà una risposta esauriente alla domanda. È la raccolta ordinata da Francesco Jacchini Luraghi di tutte le risposte che ebbe in seguito ad una inchiesta internazionale fatta sui fenomeni medianici. Queste risposte portano la firma di nomi chiari nelle scienze e di quelli che, se non sono degli scienziati, offrono grandi garanzie di serietà. Il Jacchini per la sua inchiesta aveva formulato le due questioni seguenti. Prima questione: — I fenomeni medianici sono dovuti a semplici allucinazioni, o sono fenomeni obbiettivi, biologici dipendenti dall’organismo del medium e degli esperimentatori, o determinati in tutto o in parte dall’intervento di forze sconosciute estranee all’organismo del medium e degli esperimentatori? — Seconda questione: — Ammessa la realtà dei fenomeni, l’ipotesi spiritica può essere accettata e discussa come ipotesi di lavoro o respinta, ritenendola fuori dei limiti del circolo delle ipotesi scientifiche?
Tutti gli interrogati, meno tre, risposero affer-