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| NEL CAMPO DELL’IGNOTO | 161 |
mativamente alla prima parte della prima questione, cioè che i fenomeni sono reali. La seconda parte includendo necessariamente la affermazione o la negazione di forze tutt’ora sconosciute, ha determinato negli interrogati risposte che non possonodefinirsi per affermazioni o negazioni nel senso assoluto della parola; ma nessuno nelle sue illazioni infirma l’affermazione della prima risposta.
Riguardo alla seconda questione un gran numero di interrogati ammette che non si debba a priori rifiutare l’ipotesi di lavoro nel fenomeno medianico: molti la rifiutano, alcuno risponde col dire di attendere benevolmente nuove indagini.
Nell’ambito della scienza il concetto dell’ipotesi spiritica nei fenomeni medianici non ha ancora una determinazione netta al punto tale da non potere generare confusioni. Se come per ipotesi spiritica si intende una forza che non è altro che un modo di manifestarsi della materia, allora non può la scienza rifiutarla. Ma se si sconfina verso un mondo trascendentale, difficilmente la scienza può accogliere, almeno allo stato delle odierne cognizioni, una ipotesi che è in contrasto con tutti i fenomeni finora osservati nel mondo sensibile.
Prima di discutere alcuni fenomeni sotto l’aspetto rigidamente scientifico, crediamo utile per la chiarezza dell’esposizione dei fenomeni medianici e delle loro spiegazioni rigidamente scientifiche, dire cosa si intende per forza e materia. Forza è un modo di essere della materia, questa è in quanto ha il suo attributo forza. Non si può dunque concepire una forza isolata dalla materia e reciprocamente non si può concepire, per esempio, una facoltà contrattile all’infuori della fibra muscolare in un corpo vivente, una dilatazione di un corpo qualunque senza calore, un fenomeno qualsiasi che induca un cambiamento nella materia senza la forza agente. Il pensiero etereo è la manifestazione dinamica del cervello e non si può concepire un cervello sano e vivente senza pensiero, nè un pensiero senza cervello: come la materia diventi cosciente di sè stessa questo non è ancora spiegato. Quindi il concetto di un materialismo scientifico è un non senso, chè occorrerebbe, per dimostrarlo vero, un fenomeno che non si è mai osservato, cioè: una materia che si manifesti senza un modo di essere, ossia di una forza per la quale viene comunicata a noi la esistenza. Il fenomeno della vita non è nella sua essenza più misterioso di un fenomeno chimico qualunque le reazioni che si compiono in noi — comprese quelle che si compiono nel cervello perchè la materia diventi cosciente di sè stessa — sono le stesse di quelle inorganiche, ma si producono in condizioni che noi ancora non conosciamo.
Nulla esiste all’infuori dei nostri sensi, perchè il fenomeno è dagli stessi caratterizzato. Un modo di essere della materia esiste sempre, quando vi sia il senso che lo determini. Sappiamo noi come si può caratterizzare il modo di manifestarsi della materia in vibrazioni, quando queste son comprese fra quelle che, per essere così rapide, non producono più il suono e quelle che si rivelano per il senso termico? Quanti sensi potrebbero esserci e per conseguenza quante nuove sensazioni avremmo se si formasse in noi l’organo atto a determinarlo? Riassumendo: vi sono ancora da fare molte ricerche esperimentali sopra fatti oscuri, che possono farsi senza ricorrere alla medianità ed allo spiritismo, poichè è certo che oltre i cinque sensi possiamo comunicare con un sesto senso, del quale non conosciamo l’organo nè il modo di funzionare, e che l’ipotesi della quarta dimensione può essere prova per base di esperienze.
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Discutiamo un po’ sopra le diverse versioni che si danno come spiegazione dei fenomeni telepatici, medianici e spiritici, prendendo per base i dati sicuri della scienza.
Non vi è dubbio sopra la veridicità dei fenomeni telepatici, quantunque la prova esperimentale non sia sempre dipendente dalla nostra volontà. Dal fatto più semplice, quale sarebbe quello di incontrarsi inscientemente nel desiderare la medesima cosa da due o più persone che sono simili per temperamento psichico, che si esplica nella simultaneità del tempo in cui si pronunciano le medesime parole, a quello più complesso che si verifica a grandi distanze, si viene alla conclusione, che oltre i cinque sensi esiste un altro per il quale due esseri viventi si mettono in comunicazione. Una prova di questa verità può essere quella della peculiare maniera di manifestarsi del fenomeno telepatico. Il caso semplice si produce per fatti semplici ed a brevissima distanza: i casi più complicati e gravi di telepatia si producono quasi sempre a distanze relativamente grandi, non mai fra persone poste nello stesso ambiente. Questo fenomeno non è più misterioso dell’induzione elettrica considerata sotto i rapporti conosciuti, ossia la determinazione di una corrente elettrica in un filo isolato posto vicino ad un altro percorso da una corrente prodotta da una sorgente qualunque, o mediante le onde herziane. L’attività cerebrale che si manifesta per mezzo del pensiero può indurne una simile in un altro cervello: questo deve essere il mezzo primordiale di comunicazione psichica, come probabilmente sarà il mezzo dell’umanità, quando avrà raggiunto un più alto grado di sensibilità. Il fatto che per ora non si conoscono le condizioni per cui il fenomeno si palesa e che per conseguenza non possiamo ripeterlo esperimentalmente, quando noi vogliamo, non infirma il principio.
Così pure la scienza non è offesa nei suoi diritti da chi vuole spiegare il fenomeno degli apporti e el movimento dei corpi. La forza cerebrale può agire ad una distanza maggiore di quella che si osserva nelle calamite, o anche le attrazioni e repulsioni fra solidi e solidi o fra solidi e liquidi. Quindi nulla di strano che con la volontà si possa spostare un corpo da posto ad un altro, che si possa suonare un pianoforte a distanza. Il mistero non è nel fatto, è nelle condizioni per cui esso si verifica.
Dove il fenomeno appare già complesso è nelle impronte di un corpo sopra un altro, nell’apparizione di immagini che sono state fotografate. In questo caso la scienza arriccia un po’ il naso, perchè è costretta a fare troppe ipotesi, o meglio a fare ipotesi, chè nessun fatto scientifico è stato osservato