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| IN MEMORIA | 175 |
A Milano, nella Casa Madre dei Barnabiti, è spirato il Padre Luigi M. Ferrari. Fu per tre volte generale dell’Ordine. Teologo e canonista profondo, lascia agli studiosi la preziosa opera: De statu, religioso commentarium e altri scritti di minore importanza.
A Milano è morto il celebre coreografo Luigi Danesi. Egli contava già 70 anni. Il Danesi debuttò al teatro alla Scala come mimo nella primavera del 1859 e si rese celebre nel Flik e Flok nel 1865.
Fot. Guigoni & Bossi, Milano.
LUIGI DANESI.
Come coreografo, i primi successi li ebbe colla Messalina, messa in scena alla Scala il 4 gennaio 1885 e ripetutasi per 32 sere. Seguì dopo il ballo Amadriade (17 marzo 1888), ma piacque poco e fu dato soltanto per 10 sere. Invece il ballo Gretchen, messo in scena l’11 marzo 1893, incontrò il completo favore del pubblico. Altri balli del Danesi sono La Fata, Nix, Arduino d’Ivrea, Don Pacheco, La Fata d’oro, che piacquero anche all’estero. Il Danesi era un superstite della difesa di Roma nel 1849. Colla morte del Danesi sparisce uno degli ultimi rappresentanti della immaginosa scuola coreografica italiana. Alla di lui consorte mandiamo condoglianze le più vive e le più sentite.
Il celebre dermatologo e filantropo Lassar è morto a Berlino.
A Parigi morì l’astronomo Jansen: egli dirigeva l’Osservatorio di Meudon.
A Lille morì il maestro Maurizio Maquet, a cui deve quella città una fondazione musicale di grande importanza. Egli vi fondò infatti nel 1889 una Società corale e sinfonica, che, sotto la sua direzione, fece rapidi progressi. Nel 1901 trasformò la sua creazione nella potente Società di musica, mercè la quale Lille ebbe notevolissime esecuzioni musicali. Il Maquet è morto a soli 44 anni, alla vigilia del grande Festival di Schubert che egli aveva organizzato ed avrebbe diretto.
A Varsavia morì monsignor Fiard, vescovo di Montauban. Era nato in Lens-Lestang, diocesi di Valenza, il 12 dicembre 1821. Era vescovo dal 18 novembre 1881.
A Bielefeld è morto il consigliere Hinzpeter, che fu precettore dell’imperatore Guglielmo.
A Monaco, in età di 79 anni, morì Louis Adolphe Portéhaut, rinomato pianista ed organista.
A Berlino cessò di vivere la signora Amelia Schramm, che fu dapprima distinta cantante e poi attrice riuscitissima nelle parti comiche.
A Parigi è morto il pittore Carlo Hermann: era nato all’Havre nel 1838. Esordì coll’esporre al Salon nel 1861. Si citano fra i suoi quadri più famosi: Hallali de Sanglier, Salon del 1873 — Hallali conran (1879), comprato dallo Stato — Arrêt sur des faisans (1892) — Chiens couplés (1893) e molti altri.
Un’angina pectoris toglieva non è molto agli amici e agli ammiratori suoi Luigi Bonade, ufficiale dell’Istruzione Pubblica e direttore dell’Harmonie Nautique di Ginevra. Dotato d’una tenacia improntata ad una rudezza di carattere che s’imponevano e lo facevano amare e rispettare da quanti lo avvicinavano, non conosceva nè affettazione, nè orgoglio e sola sua gloria fu quella scuola a cui da cinque lustri consacrava la sua anima d’artista: l’Harmonie Nautique, che col patronato del signor Barton aveva egli stesso fondata. Fra i Corpi musicali che presero parte ai famosi Concerti dell’Esposizione di Milano 1906, l’“Harmonie Nautique di Ginevra„ ebbe successo notevolissimo ed applausi entusiastici veramente meritati per la bellissima esecuzione d’assieme, pel valore dei solisti e pel timbro dei perfettissimi strumenti. Il maestro Bonade si era, in quell’occasione, acquistato le generali simpatie. (Vedi a pag. 145).
A Dessau è morto il notissimo artista Max Mikovey; egli si era ritirato dall’arte già da qualche tempo, dopo 40 anni di carriera onoratissima. Si può dire che egli abbia cantato in tutti i più grandi spettacoli, nei più insigni teatri della Germania.
A Roma, improvvisamente, per sinistro evento sopravvenuto, asfissiata morì la signora Eugenia Matteini, moglie del maestro di musica ben noto, al quale mandiamo sincere condoglianze.
A Parigi morì Richard Robert Hammer, violinista e compositore.
Nella sua villa di Tiatro in Franciacorta (Brescia) è morta la contessa Ermellina Dandolo, madre di Enrico ed Emilio Dandolo, i due eroi della difesa di Roma nel 1849. Con lei spariscono una delle più belle e fiere figure del Risorgimento italiano.