Pagina:Arturo Graf - Le Danaidi.djvu/50

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38 l'ultimo viaggio di ulisse

     E mormorar nel gracile contrasto
     De' canapi s'udiva. E già sul vasto
     Lido, e del monte in sui petrosi sporti,
     Dei partenti la turba e dei consorti
     Fremeva e il popol tutto. Ultimo giunse
     Con Telemaco Ulisse, il qual consunse
     Vigilando la notte, e in dar gli estremi
     Moniti al figlio, dei reali emblemi
     Fatto e del regno già custode. Emerso
     Il sol frattanto e sfolgorò le terse
     Onde rotanti e di corrusca luce
     Irradiò lo spazio. Allora il duce
     Da patera libò di lucid'oro
     Purpureo vino, e d'un mugghiante toro
     Fece olocausto a Poseidone, e tutti
     Dell'alto cielo e dei profondi flutti
     I santi numi orò. Poscia iterati
     Gli abbracciamenti, i moniti, i commiati,
     Alle trombe accennò, che di squillanti
     Note empierono l'aria, e ai naviganti,
     Cui già troppo incresceva ogni ritegno,
     Dettero alfin della partenza il segno.
     Eran essi dugento, ed eran sette
     Le negre navi al gran cimento elette.