Pagina:Atti del II Congresso Internazionale di Archeologia Cristiana.djvu/124

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110 giuseppe sordini


romano della Fondaia, e il colle sul quale sorge Villa S. Faustino, in un punto segnato, nelle carte militari, col nome eloquente: LE GROTTI1.

Ben poco si può dire, per ora, intorno a questo Cimitero cristiano, sotterraneo dell'Umbria. Purtroppo, esso è reso impraticabile da un interrimento quasi completo; e nel piccolo tratto presso l'ingresso, tratto che servì, per secoli, di rifugio ai pastori, i suoi loculi vennero interamente spogliati: cosi che, oggi, appariscono vuoti e nudi. Però, a pochissima profondità, anche presso l’ingresso, scavando appena il terrapieno, fu subito possibile di accertare l’esistenza di loculi intatti, nei quali sono distesi ancora scheletri umani, chiusi e protetti da tegole che ostruiscono le aperture.

Quanto alla forma, il Cimitero si presenta a guisa di corridoio rettilineo discendente, nel quale sboccano, simmetricamente, gallerie laterali, piegate ad arco di cerchio. Cosi il corridoio, come le gallerie sono a volta, interamente scavate nel terreno pliocenico terziario, con predominio sabbioso, di colore giallastro, assai facile al taglio, benché resistente e compatto. Tali gallerie misurano non più di m. 1,30 di larghezza: nulla può dirsi dell'altezza, essendo, come ho già notato, interrate quasi per intero. Le pareti vennero tutte occupate da loculi di varie dimensioni, tra i quali si veggono dei veri e propri sarcofagi, ora scoperchiati e vuoti, scavati anch’essi nel masso.

Per accertarmi che, veramente, si trattasse di un Cimitero cristiano, benché non fosse possibile il dubbio, volli percorrere carpone tutta la galleria destra, e un buon tratto del corridoio centrale, ed ebbi a notare, più volte, graffita sulle pareti, e particolarmente sugli angoli formati dall’incontro delle gallerie con il corridoio centrale, la palma e, qualche volta, anche la croce.

Né, per quest’ultimo segno, si giudichi, affrettatamente, il Cimitero assai tardo; poiché nulla a me pare possa dirsi, fino ad ora, intorno all’età sua, non essendo inverosimile che la pietà di tardi visitatori abbia incisa la croce in quel luogo di eterno riposo in Cristo2.

Piuttosto, e con ragione mi sembra, si potrebbe chiedere anche subito, con quale centro abitato sia da porre in relazione tale Cimitero, oggi in luogo tanto solitario e quasi deserto; poiché non è il caso di pensare a Villa S. Faustino, piccolo e povero villaggio, che apparisce di origine non molto antica.

Per rispondere con qualche fondamento a tale giusta dimanda, é necessario affrontare e sciogliere, prima, alcuni intricati e oscuri problemi di topografia, sopra i quali nessun lume si potrebbe avere da quanto, fino ad ora, in simili questioni, venne reso di pubblico dominio. Debbo, quindi, indugiarmi alcun poco sopra di essi, prima di manifestare la mia opinione, la quale, diversamente, forse non si intenderebbe o si potrebbe, il che è peggio, fraintendere.

Trattandosi di un Cimitero sotterraneo cristiano, foggiato a guisa delle romane catacombe, è naturale il risalire, col pensiero, alle origini del Cristianesimo nell’Umbria; le quali, come è noto, sono incerte, oscurissime e contenute, quasi onninamente, negli Atti di S. Brizio, primo Vescovo di Spoleto e dell’Umbria3.

  1. Cosi quella località è chiamata dagli abitanti; e verrebbe voglia di pensare che altre gallerie, i cui accessi sono ora ostruiti, quivi un tempo si vedessero. Il terreno, per il quale si ha accesso al Cimitero, appartiene alla signora Misericordia Vedova Orsini, cui intendo qui porgere le più sentite grazie per le cortesie usate ai miei colleghi e a me, durante la nostra visita.
  2. Tutti sanno come innumerevoli siano i graffiti di ogni genere e di ogni tempo nelle Catacombe romane.
  3. Non mi è ignoto che alcuni, rigettando completamente gli Atti di S. Brizio, prendono le mosse dagli Atti, meno incerti, di altri Santi, per trattare dell'introduzione del Cristianesimo nell'Umbria. Ma, costoro non si accorgono, forse, che invece di sciogliere un problema, sia pur difficile, lo saltano addirittura e cadono nell'inverosimile. Ed è inverosimile, assurdo anzi, date le antiche intime relazioni dell'Umbria con Roma, e la contiguità dei due paesi, che il Cristia-