Pagina:Balbo, Cesare – Della storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni, Vol. I, 1913 – BEIC 1740806.djvu/185

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dei comuni 179

eleggere un nuovo re, si rimanda la decisione a una nuova dieta indicata ad Augsburg, e vi s’invita il papa. Questi vi s’avvia con Matilde la gran contessa; giugne a Vercelli; e udito che scende Arrigo stesso, indietreggiano, si racchiudono in Canossa, antico e giá storico castello che era or della contessa. Intanto scende Arrigo con poca comitiva, ma con Berta, la moglie giá disprezzata ai dolci dí dopo lo sposalizio, or protettrice di lui al dí della sventura. S’abbocca oltre Alpi con Adelaide ed Amedeo, la torinese ed il savoiardo madre e fratello di lei; e per averne passaggio concede loro nuovi comitati, accrescimento a lor potenza giá grande. Quindi varcano il Moncenisio; e per Torino e Piacenza arrivano tutti insieme a Canossa. Ivi stava coll’altra gran contessa Gregorio, ricevendo, penitenziando, assolvendo scomunicati. Arrigo implora, fa implorar il pontefice. Spoglio degli abiti imperiali è introdotto oltre una prima, oltre una seconda cinta; rimane tra questa e la terza tre dí; digiunando, tremando, avviliendosi. Apreglisi finalmente l’ultima porta, s’inginocchia tra que’ grandi e quelle donne, è assolto. Poi Gregorio pontifica, si comunica, ed offre l’ostia ad Arrigo, che non osa e ricusa. Brutta, eccessiva scena senza dubbio in tutto, per tutti due, al re che s’avvilí, al pontefice che l’avvilí; e di che pagarono il fio tutti e due. Ma gli eccessi son quelli appunto, che fanno spiccar piú chiara la natura d’ogni uomo; e qui Gregorio avviliendo l’avversario, e pur non scemandolo, anzi restaurandolo coll’assoluzione, si mostrò senza dubbio tutt’altro che artifizioso o profondo politico; non altro che ciò che fu sempre, un teologo o piuttosto un canonista irremovibile ne’ diritti che crede suoi; una coscienza ferrea, un’anima che fa ciò che crede bene, senza pensare un momento a ciò che avverrá. — Uscito Arrigo di colá, lombardi e tedeschi lo accolgono dapprima con dispregio, poi con pietá, poi con interesse, e il fanno risollevar contro al papa. Ma s’adunano gli avversari d’Arrigo in Germania, e fan re Rodolfo di Svevia cognato di lui. Risale Arrigo, e si tratta e guerreggia poi tra’ due [1078 e 1079], e il papa non approva né disapprova il nuovo re. Di nuovo è chiaro qui il cattivissimo politico,