Pagina:Balbo, Cesare – Della storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni, Vol. I, 1913 – BEIC 1740806.djvu/212

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206 libro sesto

trovasi Cremona riserbarsi il diritto di tener distrutta la vicina ed invisa Crema. Duole nell’anima, ma cosí è. Noi non abbiamo vent’anni di storia compiutamente bella, di vera concordia in tutti i nostri secoli moderni. Il fatto è; sappiam vederlo e confessarlo una volta finalmente, per non rifarlo mai piú. Alle nazioni, come ai principi, come ad ogni uomo, l’essenziale non è non aver errato, ma risolversi a non rifare il medesimo errore. — Nel 1174 ridiscese finalmente Federigo per la quinta ed ultima volta. Non gli era aperto se non il passo di Susa, per le terre dei conti di Savoia che troppo duole trovare qui. Scendendo il Moncenisio arse Susa, a vendetta del fatto di sei anni addietro. S’avanzò ad Asti, la quale, meno devota a libertá che non la prima volta, entrò in patti e si sottopose. S’avanzò contra Alessandria; e questa, cinta di mura di terra pesta e paglia, ovvero coperta i tetti di paglia (onde il glorioso nome rimastole di Alessandria «della paglia»), si difese fortemente quattro mesi, senza soccorsi della Societá. Finalmente, adunata questa a Modena, mandò un esercito; e Federigo, levato l’assedio [1175], mosse verso quello. Ma, non assalito (forse per il solito rispetto all’imperio), entrò in trattati; ottenne, licenziando l’esercito suo, che i lombardi licenziassero il loro; e cosí egli e sua corte ebbero il passo e giunsero a Pavia. Seguirono trattati nuovi, che non condussero a conchiusione, ma che giá allentarono la Societá. E cosí passò, perdettesi il rimanente di quell’anno. — Alla primavera del seguente e gloriosissimo 1176, scese un nuovo esercito tedesco per li Grigioni e Como, in aiuto all’imperatore; ed egli, lasciando la corte in Pavia, andò di sua persona di soppiatto a raggiungerlo. Allora, i milanesi aiutati solamente delle milizie di Piacenza, e d’alcuni scelti di Verona, Brescia, Novara, Vercelli, e forse (come vantano alcune famiglie in lor tradizioni) di fuorusciti di altre cittá diroccate, uscirono alla campagna, formarono due compagnie elette nomate «della Morte» e «del Carroccio», e s’avanzarono sulla via da Milano al Lago Maggiore. S’incontrarono a Legnano, ed ivi seguí, addí 29 maggio 1176, la piú bella battaglia di nostra storia. I lombardi, vedendo avanzar l’oste straniera, si