Pagina:Balbo, Cesare – Della storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni, Vol. I, 1913 – BEIC 1740806.djvu/222

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216 libro sesto

Gerusalemme, e collo stabilimento di grandi fondachi, di vie e quartieri intieri italiani nelle cittá conquistate. Il Pardessus1 ci dá una cronologia preziosa de’ privilegi ottenuti da’ genovesi; in Antiochia nel 1098 e 1127; in Giaffa, Cesarea ed Acri nel 1105; in Tripoli nel 1109; in Laodicea ne’ 1108 e 1127: — da’ veneziani in Giaffa nel 1099; in tutto il regno di Gerusalemme ne’ 1111, 1113, 1123, 1130: — e da’ pisani in Giaffa, Cesarea ed Acri nel 1105, e in Antiochia nel 1108. Ma, né tutte queste eran per anche conquiste vere o riconosciute, né il commercio od anche meno la potenza italiana eran tuttavia principali nel Mediterraneo, né anche meno era tornato questo all’onor di lago italiano. Ora sí, ciò rivedremo. — Venezia è poco venuta finora in queste pagine, per ciò che ella fu finora poca cosa all’Italia in generale; e che avea guerreggiato sí parecchie volte nell’Illirio e in Oriente, ma che, simile a Roma antica, dopo un quattro secoli d’esistenza, il territorio di lei non s’estendeva guari oltre al dogato, cioè alle lagune e ai lidi; ondeché la storia di lei non fu, lungo que’ secoli, se non istoria tutto cittadina, tutt’empita di que’ particolari di governo interno a cui dicemmo non poterci fermare. Bensí, è da avvertire in tutto, che le parti in lei furono molto men cattive che non altrove in Italia, non infette di dipendenza straniera, non di feodalitá: e quindi meno acri tra nobili e plebei, men varianti il governo; il quale fu sempre piú o meno equilibrato di democrazia, aristocrazia e quasi monarchia, un Consiglio generale, i senatori e lor Consigli, il duca o doge. La situazione avea aiutata l’indipendenza, l’indipendenza avea serbata la concordia, e la concordia aveva compiuta e sancita l’indipendenza. — Ultimamente, da un cinquant’anni, parecchie contese e guerre le erano sorte contro al re d’Ungheria per l’Illirio, contro all’imperator greco per gli stabilimenti orientali. Ora apparecchiandosi la quarta e grande crociata, promossa dall’operoso Innocenzo III, i crociati fecer patto [1201] con Venezia d’un grande armamento navale per il passaggio. Ma, non essendo venuti

  1. Tableau, p. viii bis