Pagina:Balbo, Cesare – Della storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni, Vol. I, 1913 – BEIC 1740806.djvu/268

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
262 libro sesto

appresso 1414. Succedettegli sua sorella Giovanna II, piú infame che la prima, vedova d’un duca d’Austria, e che sposò [1415] un Borbone francese. Questi prese nome di re, mandò al supplizio un favorito di Giovanna, e imprigionò lei nel palazzo. Il popolo si sollevò per lei [1416]; ella depose dal regno il marito, l’imprigionò, rilasciollo [1419]. Ed egli fuggendo tal moglie, tal paese, tal sorte, si ritrasse a Francia; e sopravvivendo a Giovanna, non tornonne mai piú. Allora, costei che era senza figliuoli adottò Alfonso V re d’Aragona e di Sicilia, succeduto [1416] a Ferdinando. Viene Alfonso [1421], si guastano, si combattono; ed ella revoca l’adozione, ed adotta il nemico, l’emulo di sua casa, Luigi III [1433]. Si combatte con vicende varie, tra tutti questi, e Francesco Sforza figlio e successor di Attendolo, e Niccolò Piccinino successor di Braccio (i due grandi capiscuola eran morti del medesimo anno 1424). Nel 1433 Giovanna si riconcilia con Alfonso, e l’adotta di nuovo; e nel 1434 si riconcilia con Luigi che muore; e muor ella nel 1435, chiamando Renato fratello dell’Angioino allor prigione in Borgogna. Regna quindi Alfonso indisturbato, salvo due discese inefficaci fatte poi da Renato nel 1438 e 1453, e regna glorioso, acquista il nome di «magnanimo». — Noi lasciammo la Santa Sede straziata tra Gregorio XII, Benedetto XIII e Giovanni XXIII. S’adunò il concilio di Costanza e non li riuní. Succeduto al primo Martino V [1417], egli riuní prima due [1419], e finalmente [1429] tutte e tre le obbedienze. Cinquant’anni avea durato il grande scisma. E Martino V de’ Colonna di Roma, gran protettor di lettere, fu di nuovo gran principe; riuní la Chiesa, riuní, restaurò lo Stato papale, straziato giá durante lo scisma. Ma morto esso [1431], succedettegli Eugenio IV, che si guastò coi Colonnesi e turbò lo Stato; e che, adunato un concilio a Basilea [1431], e rottolo, turbò la Chiesa; cosicché i padri rimasti a quella contro al divieto, elesser un nuovo antipapa, Amedeo VIII, il glorioso duca e romito di Savoia, che prese nome di Felice V [1439]. Riaprivasi lo scisma. Se non che, morto papa Eugenio, e succedutogli Niccolò V da Sarzana, un nuovo gran papa [1447], il duca antipapa gli rinunciò la Sede