Pagina:Balbo, Cesare – Della storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni, Vol. I, 1913 – BEIC 1740806.djvu/290

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284 libro sesto

operositá europea o cristiana fu quella delle crociate; e nelle crociate furono sommi operosi i francesi. Lá in Oriente, qua per via, si mescolarono allora le nazioni cristiane, oltre forse ad ogni mescolanza moderna; e lá e qua trovaronsi forse piú francesi che tutt’altri insieme, lá e qua dovette quindi parlarsi piú lingua francese che di tutt’altre. Il fatto sta, che non solamente nella poesia de’ troveri e trovatori (che è notato da tutti), ma anche nella prosa di buonissimi cronacisti come Ville Hardouin e Joinville (che è tralasciato da molti), le due lingue francesi precedettero, ebbero il primato sull’italiana; come, del resto, pur l’ebbe la lingua spagnuola, che si trova quasi perfetta nei romances e nelle leggi di questi secoli. Che piú? I nostri primi poeti Folchetto, Calvi Bonaventura e Doria Percivalle di Genova, Nicoletto da Torino, Giorgio di Venezia, Sordello di Mantova, e Brunetto Latini di Firenze scrissero in francese lungo tutto il secolo decimoterzo; e san Francesco dicesi avesse tal soprannome diventato nome dal suo parlar abituale francese: ed in francese poetarono Federigo II e tutta sua corte siciliana, prima che vi si poetasse e scrivesse in italiano. Sappiam badare ai fatti, alle date, se vogliamo spogliare i pregiudizi, rivendicar le vere glorie nostre. La lingua italiana fu l’ultima ad essere scritta delle romanze; tanto piú glorioso fu che ella n’uscisse la prima ad essere scritta, come ognun sa, meravigliosamente. — Adunque, non fu se non contemporaneamente o poco dopo agli italiani poetanti nei dialetti francesi, che, ora i medesimi, or altri scrissero ne’ dialetti, cioè, piú o meno, nella lingua comune d’Italia. Poetarono cosí Duoso Lucio pisano [-1190], Ciullo d’Alcamo in Sicilia [-1200?], Pier delle Vigne il cancellier di Federigo II [-1248], Guido Ghisilieri di Bologna [-1250], Dante da Maiano in Toscana [-1275], Nina siciliana [-1280] amica di lui, e Guido Guinicelli da Bologna [-1276]. Scrissero in prosa nostra Riccardo da San Germano [-1243?], Guidotto da Bologna [-1257], Niccolò di Iamsilla [-1268], san Bonaventura [-1274], Niccolò Smerago di Vicenza [-1279], Ricordano Malaspini [-1281], Dino Compagni [1260?-1323]. Del resto, da tutti questi principi, da tutti questi nomi parmi chiaro che la storia, non solamente