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Coi Bersaglieri dell’Undicesimo Reggimento in guerra 45

deva il danno enorme che recava nei soldati la propaganda pacifista che attivamente si stava svolgendo in Italia, e veniva inoculata alle truppe in linea dai reduci della licenza, che spargevano nelle file notizie demoralizzanti.

La conferma delle mie presupposizioni l’ebbi pochi giorni dopo, e intuii quale sorda collera ruggiva nell’animo di Mussolini desideroso di combattere, di lottare, di rompere l’inerzia e il marasma che minacciava la compagine e il valore dell’Esercito.

Si era tornati intanto agli avamposti di quota 144.

Il 1° febbraio si costituì una seconda sezione di lancia-spezzoni, e il caporal maggiore Mussolini ne accettava volontariamente il comando. Il 10 febbraio era di nuovo agli avamposti, mentre se avesse seguito le sorti del suo plotone, che andava a far parte del 64° Battaglione, avrebbe potuto trascorrere un non breve periodo di riposo nelle retrovie.

L’atto di Mussolini fu molto commentato ed apprezzato dai Bersaglieri, che ogni giorno erano testimoni del suo ardire, della sua incrollabile fede nella vittoria, e subivano il fascino del suo spirito dinamico e della sua parola incisiva, fervente, animatrice!