Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/17

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14 PARTE SECONDA ove io sarò, e non far fallo. — Montò Massimigliano con i suoi a cavallo e si parti ; ed il contadino, andato a la sua capanna, lieto de la sua buona ventura, il 'tutto a la moglie narrò. Il se¬ guente giorno, ricordevole di quanto l’imperadore detto gli aveva, dinanzi a quello s’appresentò. Cesare, dopo molte buone pa¬ role che gli disse, gli fece annoverare grossa somma di fiorini renensi e gli donò alcune essenzioni con privilegi amplissimi in autentica forma per lui e suoi successori. Il perché il buon uomo puoté onestamente maritar due sue figliuole da marito che aveva, e del resto comprar .alcuni beni stabili, che a lui con la sua famiglinola dessero il vivere, a ciò che cosi miseramente più non andasse stentando. Bella nel vero fu questa pietosa cortesia e liberalità di Massimigliano ed incitativo essempio a tutti i grandi, ben che da pochi sia imitata. Dimostrò Cesare, ne lo smontar da cavallo e con allegra céra aiutar il bisognoso contadino, una indicibile e degna d’ogni lode umanità, ed in sollevarlo con danari e privilegi da la sua faticosa vita aperse il suo ve¬ ramente animo cesareo. Queste, per finire la mia novelletta, sono di quell’opere che i soggetti rendono amorevoli oltra modo ai lor prencipi, veggendogli umani e liberali e che con larga mano soccorrono a questi e a quelli, premiando sempre i be¬ nemeriti; si come per lo contrario rendeno essi signori odiosi ai lor popoli l’opere tiranniche e malvagie, veggendosi tutto il di i poveri sudditi esser aggravati con gravissime estorsioni senza bisogno veruno. Ché quando occorre la occasione per diffesa e conservazione de lo stato, quei prence che giustamente ha governato i suoi uomini non ha da temere che gli diventino rubelli e l’abbandonino, cercando nuovo signore; anzi gli trova saldi e dispostissimi non solamente a metter tutte le facultà in servigio suo, ma chiaro conosce che in conto alcuno non sono per risparmiare, per conservarlo, la propria vita. Onde si può bene con verità conchiudere, che una de le megliori e più si¬ cura fortezza che possa avere un bene instituito prencipe è l’amore e la benevoglienza dei suoi popoli.