Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/480

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NOVELLA LVII 477 E se io lascio andare questa ventura, quando mi verrà ella un’altra volta a le mani? Certamente io non sarò già cosi sciocca che io non la prenda, avvengane ciò che si voglia. Ma che cosa mi può avvenire di male? tutte .le lasciate, perdute si di¬ cono, e in effetto le sono. Io fermamente mi persuado e tengo per certo che amandolo, come io caramente amerò, che anco egli amerà me e mi terrà cara. E cosi con lui potrò io risto¬ rar il tempo che ho perduto e di continovo perdo con questo vecchio di mio marito, il quale a gran pena una volta il mese si giace meco e talora se ne starà dui e tre mesi che non mi tocca, e quando insieme siamo, il povero uomo è si mal in gambe per quel mestiero ove io lo vorrei gagliardissimo, che ha sempre paura di morire. E pensava contentarmi con baci insipidi e darmi ad intendere che a questo modo ce ne vive- remo più sani. Io non so perché egli per sua moglie mi pren¬ desse, e quasi che non maledico quel mio zio che fu cagione di farmelo sposare. Ché se la buona memoria di messer mio padre fosse stato in vita, io averei avuto un giovine, come più volte mi diceva volermi dare. Lassa me ! che ora mi trovo ne le mani di questo vecchio, che si crede contentarmi con tenermi onoratamente vestita, darmi anelli, collane e cinte d’oro, e farmi sedere in capo di tavola, dandomi bene da mangiare e meglio da bere. Ma io non so già che mi vagliano coteste cose, quando la sera me ne vado sola a dormire con una donzella in camera, ed egli se ne va a la sua; e, che peggio poi è, quando egli si dorme meco, si leva sempre d’una e due ore avanti giorno e si va a sepellire tra i suoi libri. Che almeno vi rimanesse egli una volta da dovero! Si che io mi delibero provedere a’ casi -miei e fare come io so che fa una mia amica, che con un gentiluomo di questa terra si dà buon tempo e vita chiara. E nondimeno ella ha il marito giovine, che l’ama ed ogni notte con lei si giace. Né bastando questo, io so bene il luogo ove il di se ne va a trovar il suo amante, e mostra d'andar a vi¬ sitar infermi e parenti. E forse che ella sola fa di simili beffe al marito? Io ne so bene più di tre para, che in vero non hanno la occasione né il bisogno che ho io, che lasciano