Pagina:Bardi - Discorso sopra il giuoco del calcio fiorentino, 1580.djvu/6

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4 D I S C O R S O  S O P R A  I L  G I V O C O

[versione diplomatica]


ne, & accrebbe ſenza altre mura, che quelle de' duriſsimi petti de ſuoi cittadini. I Perſiani mentre che ſeguirono la ſeuera diſciplina di Ciro, eſſendo auuezzi alle dure fatiche della caccia, dal Leuante al Ponente, e dalla tramontana al mezzo dî, corſero vincendo. I Macedoni ſotto Aleſſandro il Grande diuenuti per lo eſſercizio prodi, e feroci, ruppero con l'impeto loro i Darij, e qualunque altro Imperatore venne loro à petto. I Romani mentre nelle ſchuole, & nelle paleſtre ſi eſercitarono fur ſi robuſti, che ſotto grauiſsimi faſci caminando, e gl'anni interi nelle armi ſtando, diſteſero ſenza termini l'Imperio; e piu toſto mancò loro il Mondo, che eſsi al Mondo. Moſtrano ancor le Reliquie, oltre alle antiche ſcritture, quanti magnifici Teatri, e Cerchi, e Mete, e Therme, & altre ſuperbiſſime moli fuſſero in Olimpia, in Iſthmo, in Athene, Roma, e per tutta Italia edificate; ſolo per eſercitare, e mantenere la loro giouentù feroce, e gagliarda; e noi ancora oggi dì in Firenze veggiamo i veſtigi dell'Amphiteatro fatto da quelli antichi noſtri fondatori, e dell'antica diſciplina Romana Imitatori, per l'antica giouētù Fiorentina eſercitare. [Giouentù Fiorentina ſempre eſſercitata.] Peroche queſta voſtra città tenendo le medeſime vie, che tennero i Romani, non ha mancato giamai inſino à qui d'occupar la giouentù in eſercizij nobiliſsimi, tempo, per tēpo. La primauera nella palla, e nel pome: la ſtate nel nuoto, l'Autunno nelle cacce, & il verno nel ſaltare à cauallo, nel lottare, e nel calcio, & in altri pregiati eſercizij, come nel giocare d'arme, e nel caualcare: ma perchè di queſti due e di tutti gli altri coſi fatti, homai s'ha da noi piena contezza, per via degli ammaeſtramenti, che li ſcrittori ne hanno laſciati; Del calcio, che oggi è proprio giuoco noſtro Fiorentino, cui niuno, ch'io ſappia inſino à hora ha trattato, mi volgerò a ragionare; à fine, che le la maluagità del tēpo vnqua faceſſe, che egli ſi perdeſſe, come è dell'arte Iſtrionica, de i cori, de i Mimmi, de i Rithmi, della muſica antica, della Magia, e della Cabalà, e di molte altre arti, e ſcien-


[versione critica]


ne, et accrebbe senza altre mura, che quelle de' durissimi petti de suoi cittadini. I Persiani mentre che seguirono la severa disciplina di Ciro, essendo avvezzi alle dure fatiche della caccia, dal Levante al Ponente, e dalla tramontana al mezzo dî, corsero vincendo. I Macedoni sotto Alessandro il Grande divenuti per lo essercizio prodi, e feroci, ruppero con l'impeto loro i Darij, e qualunque altro Imperatore venne loro à petto. I Romani mentre nelle schuole, et nelle palestre si esercitarono fur si robusti, che sotto gravissimi fasci caminando, e gl'anni interi nelle armi stando, distesero senza termini l'Imperio; e piu tosto mancò loro il Mondo, che essi al Mondo. Mostrano ancor le Reliquie, oltre alle antiche scritture, quanti magnifici Teatri, e Cerchi, e Mete, e Therme, et altre superbissime moli fussero in Olimpia, in Isthmo, in Athene, Roma, e per tutta Italia edificate; solo per esercitare, e mantenere la loro gioventù feroce, e gagliarda; e noi ancora oggi dì in Firenze veggiamo i vestigi dell'Amphiteatro fatto da quelli antichi nostri fondatori, e dell'antica disciplina Romana Imitatori, per l'antica gioventù Fiorentina esercitare. Peroche questa vostra città tenendo le medesime vie, che tennero i Romani, non ha mancato giamai insino à qui d'occupar la gioventù in esercizij nobilissimi, [Gioventù Fiorentina sempre essercitata.] tempo, per tempo. La primavera nella palla, e nel pome: la state nel nuoto, l'Autunno nelle cacce, et il verno nel saltare à cavallo, nel lottare, e nel calcio, et in altri pregiati esercizij, come nel giocare d'arme, e nel cavalcare: ma perchè di questi due e di tutti gli altri cosi fatti, homai s'ha da noi piena contezza, per via degli ammaestramenti, che li scrittori ne hanno lasciati; Del calcio, che oggi è proprio giuoco nostro Fiorentino, cui niuno, ch'io sappia insino à hora ha trattato, mi volgerò a ragionare; à fine, che le la malvagità del tempo unqua facesse, che egli si perdesse, come è dell'arte Istrionica, de i cori, de i Mimmi, de i Rithmi, della musica antica, della Magia, e della Cabalà, e di molte altre arti, e scien-


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