Pagina:Baretti - Prefazioni e polemiche.djvu/39

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I. LETTERE SUL DOTTOR BIAGIO SCHIAVO 29

e rodio di tutta la gente veramente dotta e dabbene! E se volessi poi metterlo in ridicolo, non sarebb’egli un bell’argomento d’un capitolo alla berniesca il lamento che probabilmente e’ faceva nella prigione, dove il signor Facciolati lo fece stare tanti di a pane ed acqua? E se io volessi farmi imitatore del suo mal costume e scrivere sporcamente, come egli è solito scrivere, non si potrebbe e’ dire qualche galanteria sopra quella frasca merdosa del suo Zanettino, che mangia, bee e dorme seco lui? E potrei cavar fuori anch’io su questo particolare delle belle erudizioni greche, che forse farebbono più al proposito che noi fanno que’ testi greci ch’egli va citando di qua e di là, veramente da pedante come egli è, per ispacciar sempre l’erudito appresso gl’ignoranti. Ma viva pure quieto e dorma pure tranquillo le sue notti, che io non gli scrivo per Dio un verso contro s’è’ me ne prega, che io non voglio immortalare di questi gaglioffi animali. Addio, amico. Addio.