Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/138

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anche ammettere che Arrigo avesse lavorato con tanta accortezza a formarsi uno stato, per potersi presentare più sicuramente a te, con più fondata speranza di essere accettato per genero? Ah, vedi? Ti carico alla baionetta. Ma che vuoi? Amo quel ragazzo, che somiglia tanto a sua madre, alla mia povera sorella... e vorrei vederlo felice. Or dunque, amico, la tua risposta! Senatore, il tuo voto!

— Sarà un voto condizionale, — rispose il Manfredi, che non potè trattenersi dal ridere. — In questo caso io non vorrei far nulla, senza avere udito il pensiero di mia figlia.

— È giusto. Ma se tu mi permettessi di parlarne frattanto a lei, con garbo, si capisce, e con la debita prudenza....

— Sei padrone di farlo. Non subito, per altro; non alla baionetta, come hai fatto con me.

— Oh, non aver timore; troverò il momento opportuno. E poi, si tratta di un negozio delicatissimo; non ne parleremo una volta soltanto. Se il mio Arrigo ha dei difetti, dovrà anche lavorare di buona voglia a levarseli.

Gabriella è una creatura divina: non si