Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/201

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XI.


Il conte Pompeo si lasciò cadere, più che non sedesse, sulla scranna che gli aveva offerta il Gonzaga. Era mezzo disfatto, quel povero conte.

— Sono lieto di trovarmi solo con lei; — mormorò egli poscia. — Ella è un uomo con cui si può parlare a fede, e sfogarsi anche un pochino. —

Reclinò, così dicendo, il mento sullo spillone della cravatta, come se avesse fatto uno sforzo sovrumano.

— Che ha? si sente male? — domandò il Gonzaga. — Infatti, ha la cera alterata.

— Sfido io! M’hanno avvelenata l’esistenza.

— Oh diamine! E chi mai?

— Veda qua, si dia la pena di legge. —