Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/208

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— Come tutte le altre. Il duello, l'ho io.

— Ah, diamine! E con chi?

— Perdoni; è un mio segreto... per ora. Le basti, che sono invenzioni, le notizie che hanno scritte a lei.

— Se la cosa è in questi termini, ecco un famoso inventore, che può dar dei punti all'Edison! — disse il conte Pompeo. — Ma che proprio non ci sia neanche l'ombra del vero? Dice un proverbio che non c'è fumo senza fuoco.

— Orsù, — disse il Gonzaga, a sua volta, — sentiamo che cos'altro le sussurra all'orecchio il suo demone interno.

— Ah, sì, dice bene, un demone interno!

— Ci sono ancora dei punti oscuri? Bisogna chiarirli.

— Ecco qua, Gonzaga mio. La contessa non poteva soffrire il Valenti. Sa che gliel'ho detto io medesimo? Ora ricordo di aver letto in un libro che queste antipatie dichiarate sono artifizi di donne, per nascondere la verità, che è tutt'altra. —

Qui Cesare Gonzaga fu ad un pelo di perdere la pazienza.