Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/211

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Dio vuole, anche un amico di casa? Ella è gentiluomo, Castelbianco. Ha avuto piena fiducia in me, ed io debbo averla in lei, confidandole un segreto, che ella custodirà gelosamente.

— Non dubiti! — disse il conte Pompeo. — Segreto per segreto.

— Orbene, vuol sapere perchè sono io a Roma? Perchè, stia bene a sentirmi, perchè Arrigo Valenti, mio nipote, ha il desiderio di sposare una bella e cara fanciulla: la signorina Manfredi. —

Per quella volta, davvero, Cesare Gonzaga sentì gemer l'uscio. E pensò dentro di sè, mentre batteva l'ultima sillaba del cognome:

— Ah diavolo, diavolo! Ora c'è madama Duplessis che sta a sentire i nostri discorsi. Benedette donne! —

E tossì, per coprire il rumore, tossì come un quaresimalista, quando ha finito l'esordio, con la proposizione del tema.

— Ah! — fece il conte Pompeo, che era tutto scosso dalla grande novità.

— Ed io non me ne sono accorto! Ed egli non me ne ha mai fatto parola!