Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/216

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— Non conoscevo questa distinzione. È indiana, forse?

— Non so, ma potrebbe anche darsi; — disse il Gonzaga, ridendo. — È tutto indiano, in Europa: lingua, civiltà, superstizioni, sciocchezze.

— Ella è di buon umore; — ripigliò il conte Pompeo. — Ecco un augurio che val quello del piè sinistro. Aggiungo i miei, e caldissimi.

— Grazie, e a rivederci.

— Dove? Quando? Va dai Manfredi, stasera?

— Forse... anzi, senza il forse.

— Bene! Ci darò una capatina ancor io. Buon giorno, Gonzaga. —

E se ne andò finalmente, saltellando nel modo che sapete. Era leggero sempre, il conte Pompeo; ma dopo quella conversazione, che fu una particolare fatica di Cesare Gonzaga, era anche più leggero del solito.