Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/42

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non per condurli alla riscossa. Si pranza insieme, quest'oggi?

— Perchè no? — disse Arrigo. — Si potrebbe anzi incominciare dalla colazione, se hai tempo.

— Lo troverò. Per che ora?

— Ma, non saprei; bisognerà sentire mio zio.

— Oh, non badare a me; — disse il Gonzaga. — Io son vecchio, e i giovani sentono forse più presto le voci dello stomaco.

— A mezzodì, allora? O alle undici?

— Sia pure per le undici.

— Tra un'ora, dunque; — conchiuse il Ceprani, guardando l'orologio. — Mi diano il tempo di correre alla Borsa, e sono subito di ritorno. Vuoi nulla, tu?

— No, — disse Arrigo, — ci ho il mio agente. A rivederci. E bada, non più Ausonia, per ora! —

Orazio Ceprani rispose con gesto, che voleva dire: “ho capito„ e poi

si dileguò, come da corda cocca.

Arrigo fu molto soddisfatto di vederlo partire.