Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/179

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in estate, doveva essere malinconica oltre ogni dire nella fredda stagione. Pure la contessa madre, a detta della contadina di Gioiosa, ci aveva passati tanti anni, e per l’appunto i più belli della sua vita. Di certo ella era stata una degna gentildonna, amica della quiete, o rassegnata a quel lungo silenzio. Il marito, dicevo io alla mia bella compagna, avrà pur fatte di tanto in tanto le sue corse in città, le sue gite per un verso o per l’altro, magari anche fuori dei felicissimi Stati. Ma lei no, la povera castellana; costretta a baloccarsi sempre fra due o tre passatempi, a contar le vele sul mare, o le gocce d’acqua sui vetri, a leggere, per far poi di ricamo, a smetter l’ago per ripigliare il libro e poi ancora a smettere il libro per farsi da capo al ricamo. L’uomo, dopo tutto, anche in campagna e nel cuor dell’inverno, trova modo a godersela; calza