Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/192

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per me; pensate alla mia condizione, allo stato nostro, ai casi, che ci hanno condotti fin qua. Che vi par egli di tutto ciò che è avvenuto? Potevo io prevedere questi capricci della sorte? Dovevo io rimanere al mio posto, partire tranquillamente, col pensiero di aver cagionato uno scontro tra due uomini che, se io non ero, non si sarebbero mai conosciuti? E adesso, che sono io qui? Che cosa dovrò io sembrarvi, se non una donna leggiera? —

Così parlando, con voce soffocata dalla commozione, ella pareva vergognarsi dei pensieri cui era costretta a dar forma. Le ultime parole, che volevano esprimere assai più che non dicessero, le uscirono a stento dalle labbra, ed io, più che udirle intiere, le indovinai tra i singhiozzi.

N’ebbi una scossa dolorosa; ma in quella scossa andò squarciato il velo che mi offu-