Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/106

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il Bello, col medesimo accento di prima. — Ella me l’ha fatta da galeotto.

— A marinaro, Garasso; da galeotto a marinaro; non vi lagnate. Sta in voi che non v’incolga peggio. Andate, andate, e, se vi torna, continuate a peccare.

Ciò detto, e mentre il can bastonato infilava le scale, il Giuliani rientrò nel salotto, dove la donna preparava una scenetta delle sue.

— Ah signori! — gridò ella con piglio da tragedia. — Un uomo di quella fatta!...

E svenne, o fece le mostre di svenire, nelle braccia di Marcello.

— Io me ne vado; — disse il Giuliani, senza punto scomporsi.

— E chi rimarrà, — chiese il Contini, — a farla rinvenire?

— Tu Macellus eris; — rispose l’amico, ridendo.

— Come vuoi.

— No, come vuoi tu.

— E sia pure, come voglio io; ma tu esci, e quell’altro non potrebbe essere in agguato?...

— Ecco la sua rivoltina; ce n’è per cinque suoi pari. Ma non te ne dar pensiero; questa gente scantona alla lesta. A lei dunque, sor Magnifico: si faccia onore coll’inferma. E seguitando a ridere, il Giuliani se ne andò, per ritrovare gli altri Templarii. Gabrina, che aveva la virtù della gratitudine, come la sua padrona quella del pudore, lo accompagnò con mille benedizioni e col chiaro d’una lucerna di ottone, fino all’ultimo gradino delle scale.


XII.

Il quale par fatto a posta per servire d’intramessa

Come un pizzico di sale o di pepe nelle vivande, così un miccino, un’ombra di prepotenza nelle cose di questo mondo, non guasta mai, quando (ci s’intende) le siano condite di giustizia.

La violenza da sola fa il male, e non altro; la libertà fa il bene, gli è vero, ma da sola non basta; perchè non metterle uno zinzino di forza in aiuto? La forza è il braccio