Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/131

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— Padre, — diss’ella con voce tremante, — non posso udirvi più a lungo. —

Bonaventura era rimasto fermo al suo posto, chiuso, accigliato, come il simulacro del destino.

— Mutiamo discorso; — rispose egli, asciutto.

— Sarà meglio per ambedue; — soggiunse la marchesa.

Egli fu per dare un sobbalzo a quelle acerbe parole; ma non si mosse, e finse non averle udite. In quella vece si morse il labbro, fino a far sangue; indi proseguì con piglio beffardo:

— Dov’eravamo rimasti, innanzi ch’io saltassi fuori a parlarvi di tutte queste sciocchezze? Ah, ecco! Parlavamo di vostra figlia, che, voglia o non voglia, dovrà farsi monaca. Mi sono pur fatto frate, io, che ero padrone di me, e non avevo da arrossire dei miei natali, come lei! —

Sentendo venir meno quel po’ di forza che l’aveva tratta in piedi pur dianzi, la marchesa alzò la fronte al cielo, come implorando soccorso. Ma il cielo era muto: nessuna ispirazione le venne dall’alto, e flagellata in volto dallo scherno di Bonaventura, la povera donna andò ad occhi chiusi contro la vergogna.

— È orribile, orribile, ciò che voi dite! — esclamò. — Mia figlia.... sì! Credete voi che io abbia paura? Mia figlia! Orbene, io non la costringerò a maledirmi! Povera creatura innocente! Io non le farò espiare il mio fallo; ella sarà libera, uscirà dal convento, raccolta dalle braccia di sua madre....

— Adagio.... madre! — interruppe beffardo il Gallegos. — Anzitutto, come uscirà dal convento? Bisognerà parlare, dire come ella non sia una fanciulla orfana, derelitta. Bisognerà dire, — e qui la voce di Bonaventura andava facendosi a mano a mano più alta, — che la marchesa Lilla di Priamar, la severa matrona, la santa dama di misericordia, l’inflessibile giudichessa delle debolezze altrui, ci ha avuto ella pure le sue debolezze, le sue misericordie colpevoli; che Lucrezia rediviva ci ha avuto i suoi amorazzi, che ella non soggiacque alla violenza di Sesto Tarquinio, ma l’ebbe caro, e che quello stolido marchese di Priamar ebbe, senza volerlo, senza saperlo, una figlia....

— Parlate piano! — disse con accento supplichevole la marchesa.

Un lampo di gioia sinistra illuminò lo sguardo del Gallegos. Il suo trionfo cominciava in quel punto.

— Ah, voi temete! — soggiunse egli, con voce più rimessa.