Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/169

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Bibiana) con una brocca d’acqua tra mani. E qui bisogna dirlo ad onore di mastro Pasquale, non badando al susurro, al tramestio che facevano quelle sante madri intorno a lui, non pensando più che tanto al suo danno imminente, egli si adoperò, stiam per dire colle mani e co’ piedi, a far rinvenire la giovinetta, che fino a quel punto non aveva dato segno di vita.

— Povera piccina! — pensava egli, mentre le veniva spruzzando il viso. — Vedete mò, le buone notizie, quando vengono improvvise! Ho forse fatto male. Ma come si poteva fare diverso, con quell’altra alle costole? —

Tutto il sacro capitolo gli si stringeva curiosamente alle spalle. Ce n’erano d’ogni forma e d’ogni età, come diceva Leporello, grasse e magre, alte e basse, vecchie e giovani, belle e brutte; queste a dir vero più numerose dell’altre. Talune, dal mento fiorito di peli e dall’accento mascolino, apparivano, anzichè monache, carabinieri travestiti; talaltre, dal naso imbrattato di tabacco, dagli occhiali inforcati, dalla voce chioccia, si poteva argomentare che fossero consiglieri d’appello; nè ci mancava l’avvocato fiscale, che sotto le spoglie di Madre Maddalena, poteva mettere innanzi il corpo del reato e chiedere la condanna del colpevole ai signori giurati.

La povera Maria, tornata finalmente in sè, fu per comando della superiora portata dalle converse nella sua cella. Pasquale avrebbe voluto far lui quella impresa; ma un no imperioso gli avea fatte cadere le, braccia. Pensò allora di tornarsene ai suo pentolino, e moglio mogio sbiettò dietro un filare di viti.

— Chi mi scampa, adesso da quelle megere? — pensò egli;, che, parlando con sè medesimo, non si reputava obbligato a tanti riguardi. — Se potevo giungere all’uscio, infilavo le scale, e buona notte! Ora, invece, eccomi colto come una volpe alla tagliuola.... —

Mastro Pasquale aveva una battisoffia in corpo, da non dirsi a parole. Se avesse studiato mitologia, si sarebbe ricordato di Orfeo, e della mala fine che fece tra le Baccanti che ognuna ne volle uno spicchio.

— Dove andate, quell’uomo? — tuonò improvvisamente la voce della badessa.

— Ahi, ahi! Son già diventato quell’uomo! — borbottò il povero gobbo. — Con sua licenza, Madre reverendissima — rispose ad alta voce; — vado a dare una mano di colore; se no, mi secca nel pentolino.