Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/187

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fronte è serena, solo perchè il cuore si divora le sue lagrime, trangugia le sue maledizioni e s’avvelena del suo fiele.

Quando il Giuliani ebbe afferrate le alture della Bricca, e fu tanto vicino da scorgere fra mezzo ai cespugli se l’amico fosse al suo posto consueto, Lorenzo non leggeva, non meditava, non era neppur solo. Ciò parve strano al nuovo venuto, poichè Antonio non gli aveva detto d’altri che quella mattina fosse giunto prima di lui alla Montalda. Però si trattenne alcuni istanti a guardare, quasi temendo non fosse Lorenzo quel giovanotto che egli vedeva di profilo, seduto a terra, colle spalle appoggiate al ruvido tronco d’un pino gigantesco, intento ad udire i discorsi d’un vecchio signore, che stava ritto in piedi poco distante da lui. Ma era proprio Lorenzo; il Giuliani udì la sua voce, e ne riconobbe l’accento, proprio in quel punto che lo sconosciuto si accorgeva della presenza del nuovo arrivato, e col moto involontario delle ciglia facea voltare da quella parte il Salvani.

- Oh, siete voi? - disse Lorenzo con piglio affettuoso, da cui traspariva una certa ansietà. - Siate il benvenuto su queste alture, che da tanti giorni non vi vedono più. -

Il Giuliani si fece innanzi a stringergli la mano, ma non disse parola. Egli guardava il vecchio signore, che all’apparire di lui era rimasto, se non per avventura turbato, certo scontento, e di molto. Lorenzo proseguì presentando il giovine all’uomo maturo.

- Il signor Giuliani, dottore in leggi, giornalista, ed uno de’ miei amici migliori. Nelle mie sventure io ci ho avuta, contro ogni costume, la fortuna di sperimentar saldi i vecchi amici, e di trovarne dei nuovi, schietti ed operosi egualmente; segno che la razza umana non è così perversa come si crede. -

Intanto che Lorenzo parlava, il Giuliani seguitava a guardare, sebbene modestamente, come s’usa tra persone costumate, il vecchio signore. Chi è costui? andava egli pensando tra sè. Non l’ho io già veduto? Ma dove? E non poteva raccapezzarsi. Quel volto non gli era ignoto, e questo gli affermava la sua memoria; ma ella non sapeva dirgli altresì come e quando l’avesse egli veduto.

- Il signor Salvani non mette in conto una cosa, - soggiunse egli, ponendo fine alle sue interrogazioni mentali; - ed è la tempra nobilissima del suo carattere, che ha virtù di attrazione. Uomini come lui, avranno nemici coperti, astuti, implacabili; ma troveranno sempre amici schietti, costanti, e battaglieri, ove occorra. -