Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/192

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non s’avvenne a correre una lancia, che gli erano cari, più cari di taluno de’ suoi! E allora il Giuliani avrebbe fatto volentieri come Glauco e Diomede, nel più fitto della pugna tra Greci e Troiani; avrebbe barattato le armi col suo avversario, e giurato di non alzare più il braccio contro di lui.

Bei voti, buoni pei tempi eroici! Chi così fa di presente, ha nota di fiacchezza imperdonabile tra’ suoi. Ed anco allora, chi sa, forse i Greci non la perdonarono a Diomede, se non perchè guadagnava nel cambio; poichè le armi del Greco erano di rame, e quelle del Troiano erano d’oro. Basta, torniamo al Giuliani, al Giuliani che combatteva, e da buon capitano vigilava sul suo campo, nè poteva patire l’intrusione di gente straniera, che poteva esser nemica, innanzi che egli l’avesse conosciuta, e passata, stiamo per dire, allo staccio.

I nostri tre viaggiatori giunsero finalmente a un punto della costiera, ove la stradicciuola si partiva in due, l’una che seguitava al basso, l’altra che saliva dolcemente verso il poggio coltivato, su cui torreggiava il palazzotto.

- Ecco la Montalda! - disse Lorenzo, fermandosi. - Un edifizio austero, ma bello.

- Austero fin troppo! - notò il Giuliani, rattenendo il passo egli pure, e alzando gli occhi a quella volta.

- È il più bel luogo che io mi conosca! - sentenziò lo sconosciuto, con un accento malinconico che contraddiceva alla lode.

- Non vorrete venire una volta a vederlo? - chiese amorevolmente il Salvani. - Il marchese di Montalto mi ha lasciato tutti i suoi diritti di padronanza, ed io posso far le sue veci con voi.

- Diritti! - borbottò il Giuliani tra’ denti. - Non vogliono durar molto, se quello scorpione del Collini ha detto il vero. -

Intanto lo sconosciuto così rispondeva all’invito di Lorenzo:

- No, grazie; debbo scendere fino al paese per pigliar le mie lettere, e tornerò tra due ore. Se sarete sulla strada vi saluterò, innanzi di ridurmi a casa. -

E quasi a premunirsi contro il pericolo di un secondo invito, il forestiero, stretta la mano a Lorenzo, e fatto un profondo saluto al Giuliani, infilò la stradicciuola che metteva alla valle.

- Sempre così! - disse Lorenzo, appoggiandosi al braccio del Giuliani, per far la salita. - Non ha mai voluto muovere un passo alla Montalda.