Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/218

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il giorno stesso, chinò la testa e passò sotto le forche caudine, pigliando, per una cambiale di due mila lire, venti quintali di nòccioli di pèsche.

- Che roba è questa? - aveva esclamato il giovinotto, innanzi di sottoscrivere.

- Roba eccellente, e la si piglia a stracciamercato! - rispose il sensale.

- O come?

- La mi stia a sentire. Il quintale è cento chilogrammi; venti quintali sono due mila chilogrammi. Ella sottoscrive per duemila lire. Ella ha dunque i nòccioli a una lira per chilogramma.

- E a che prezzo li venderò?

- Non si dia pensiero per questo; domanderemo ad un confettiere. -

E andarono da uno dei più riputati della città, il quale comperava quella derrata a una lira e venti centesimi il chilogramma, ed era pronto a pigliarne anche quattro quintali.

- Ma noi li abbiamo in partita; venti quintali, ce n’abbiamo, - rispose il sensale. - Li comperi tutti e venti, e dia qualche centesimo di meno.

- Son troppi pel mio bisogno; - disse il confettiere. - Ma via, per far piacere, li piglierò a una lira e dieci.

- E quando vuole la mercanzia?

- Anche subito. -

Al giovinotto pareva di sognare. Quella robaccia valer tanto! La sua mente si sentì sollevata d’un tratto alle più alte sfere del traffico; gli parve allora di capire in che modo certuni di sua conoscenza fossero diventati straricchi in breve ora, e gli balenò perfino il vasto concetto d’incettare i nòccioli di tutte le pèsche, duràcine e spartitoie, che si sarebbero mangiate l’anno seguente in città.

- Vede Ella? - gli andava dicendo frattanto il sensale. - È affar fatto. Il confettiere è una birba, che ci guadagna ancora il trenta per cento, perchè i nòccioli si pagano una lira e cinquanta al chilogramma, e a volte anche più caro, laddove noi gli si dànno a una e dieci. Del resto Ella non ci perde, anzi fa un contratto d’oro; chi ci perde è il capitalista, che le dà per uno, ciò che Ella rivende uno e dieci, facendo un guadagno netto di quattrocento lire.

- In verità, me ne duole; - disse il giovinotto, - povero capitalista! non gli si fa forse un mal tiro?

- Che? il commercio è fatto così; - rispose prontamente il sensale: - uno perde, un altro guadagna, e la ruota gira. Del