Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/277

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Poco stante, siccome aveva promesso, tornò il duca di Feira. Egli aveva lasciata la busta delle pistole, e, in cambio di quella, teneva tra le mani un libro, che andò a deporre sulla scrivania, sotto gli occhi di Aloise.

Era un grosso volume, legato in cartapecora. La legatura non doveva essere antica, poichè la coperta era rigida e tesa; ma il colore giallastro, la superficie levigata, oleosa, lucente, dimostravano l’uso assiduo che doveva aver fatto di quel libro il suo possessore.

Aloise guardò trasognato il volume, e dal volume alzò gli occhi a guardare il duca di Feira, in atto d’interrogazione. A prima giunta aveva pensato che il duca volesse pigliarsi giuoco di lui; ma il volto del vecchio gentiluomo era così severo, i suoi sguardi si volgevano con tanta sicurezza ne’ suoi, che il sospetto gli uscì tosto di mente.

- Che è ciò? - si fece egli allora a domandargli.

- Leggete, signor di Montalto; vedrete qui dentro tal cosa che non aspettavate di certo. -

Così disse il duca di Feira con accento malinconico. Una nube passò dinanzi agli occhi del giovane, e il cuore gli si strinse sgomentito. Là dentro, era dunque alcun che di grave per lui? Il suo destino riposava in quelle pagine chiuse? Quali angosce inattese gli serbava ancora la vita?

Stette alcuni istanti perplesso, guardando il libro e non osando porvi mano. Quel giovine animoso che poco dianzi stava per afferrare una pistola e voltarne la canna omicida alle tempie, era investito da un arcano terrore alla vista di quel libro chiuso. Ardimentoso al cospetto della morte che aveva meditata, che egli cercava, si sentiva debole, inerme, contro l’ignoto, che inatteso era venuto a cercarlo.

Finalmente, con mano peritosa, sollevò la coperta, e nell’alto del foglio di guardia lesse queste parole manoscritte: "Ex libris P. Bonaventurae Gallegos, e Societate Jesu." Il nome del fiero gesuita, che aveva avuta tanta parte nella sua vita dolorosa, lo scosse. Voltò rapidamente la guardia, e corse cogli occhi al frontispizio. S. Augustini Episcopi Hipponensis, Opera omnia. Così era stampato, in caratteri rossi e neri, giusta il costume di tre secoli addietro. Il numero d’ordine del tomo era il sedicesimo, ma scritto a mano, in lettere romane, accanto al numero stampato, che si vedeva cancellato con alcuni tratti penna.

Aloise si fece da capo ad interrogare collo sguardo il duca di Feira. Il volto del vecchio gentiluomo era dipinto