Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/309

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


come si vendicasse nobilmente della fortuna. E non avete data la vostra mano ad una donna; nessuno del vostro sangue erediterà il vostro gran nome! Fu male, assai male; io m’aspettavo ben altro da voi. Ma così avete voluto, e sia; la vedova di Alessandro Montalto può perdonarvelo; la madre d’Aloise può esserne quasi lieta, oggi ch’ella sta per morire, lasciando suo figlio solo, in balìa di sè stesso.

«Il mio Aloise, quanto è bello, altrettanto è savio e costumato, e così d’alto sentire, da parere financo orgoglioso; che non è, ve lo giuro. Per la sua anima, nobilmente temprata, io dunque non temo, bensì pel suo cuore, che è debole, non preparato alle battaglie della vita. Che ciò non gli torni a sciagura! La mia mente è piena di tristi presagi. Tornate, Cosimo; udite la voce d’una morente; accorrete, fate sì che il mio spirito, nel dipartirsi da questa terra, vi possa scorgere pietosamente inteso al ritorno....»


Qui Aloise si fermò; che gli si annebbiarono gli occhi; ripose lo scritto prezioso tra le mani del duca, e gridò tra i singhiozzi: - mia madre! mia povera madre! -

Il duca di Feira non si provò a confortarlo, non disse parola; anch’egli era commosso, e due grosse lagrime gli rigavano le guance.

- Questa lettera giunse troppo tardi al ricapito; - proseguì egli, dopo alcuni istanti di pausa; - si era smarrita, non so come, e pervenne a Rio Janeiro quando io ero già partito d’America. L’ebbi, in quel modo che v’ho detto, due anni dopo; ma l’avessi pur ricevuta a tempo, io non avrei più veduta vostra madre vivente. Ella aveva con arcana previsione noverato i suoi giorni.

- Sì, lo ricordo; - soggiunse Aloise. - Otto giorni innanzi che ella morisse, i medici avevano notato un miglioramento. Fu il miglioramento della morte. Ella se ne giovò per scendere dal letto, e passò due ore a scrivere; indi, poichè la giornata era tiepidissima come di primo autunno, uscì a respirare un po’ d’aria sana in giardino. Io ed Antonio le eravamo a’ fianchi per aiutarla a scender le scale. Ma ella, come fu al pian terreno, si sciolse dolcemente da noi, e volle da sola innoltrarsi all’aperto. - «Non temete, diceva sorridendo, io sono forte oggi, posso correre un tratto da me.... potrei anche volare». Ella aveva veduto in quel punto passar roteando dinanzi a’ suoi occhi una famiglia di rondini, tarde ospiti della Montalda, che ancora non avevano saputo risolversi a mutare di clima. - «Poverine!