Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/310

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continuò; voleranno anche esse a dilungo, valicheranno i mari tra poco, in cerca d’un cielo più clemente del nostro». Io stavo silenzioso a guardarla. Era bianca in volto, disfatta, quasi diafana, e in quel punto mi parve davvero che ella avesse a sollevarsi da terra e librarsi a volo, come gli angioli, di cui possedeva la bellezza delicata e soave. Si avvide che la guardavo malinconicamente, e un lieve color di rosa le tinse le guance. - «Qui, Aloise; disse ella; siedi daccanto a me; guarda l’orizzonte, come è bello, fiammante di vivi colori! È lo spettacolo più grato, più attraente che io mi conosca. Io l’ho sempre contemplato con piacere ineffabile, anche da bambina, quel velo misterioso, tutto soavi splendori, tutto arcane promesse, che ci nasconde, lasciandole indovinare, le terre lontane, e, dovunque noi siamo, ci mostra esser noi abbracciati dal cielo.»

- Oh, come io la ravviso! - gridò Cosimo in un impeto di adorazione che lo trasfigurò agli occhi del giovine. - Come ella si mostra a me nelle vostre parole, qual era fanciulla, quale rimase mai sempre, quale la dipingono alla mia mente le pagine ch’ella mi ha lasciate a testimonianza de’ suoi pensamenti! Voi leggerete il suo diario, Aloise, e vedrete specchiarsi in esso, come sereno di cielo in un terso cristallo, la sua anima pura. In quelle pagine non si parla d’altro che di voi; ogni giorno ella si dava pensiero del suo diletto Aloise, del quale ella voleva fare un uomo superiore a’ suoi simili, utile alla sua patria, degno in tutto del suo nome, e della impresa gentilizia della sua casa. Altius! Non lo ricordate voi il motto, Aloise? Non udrete voi la voce di lei, che vi dice di salire, di salir sempre più in alto, e non prostrarvi a mezzo il cammino? Non darete a me, povero pellegrino, diseredato di tutte le gioie umane, il conforto di avere ottenuto ciò che ella aspettava da me?

- Oh padre mio! - proruppe soggiogato Aloise. E s’abbandonò sul petto di lui, che lo strinse amorosamente tra le sue braccia.

- Vivrete, non è egli vero? vivrete per lei?

- E per voi! - ; gridò! il giovine, con accento di tenerezza sublime.

L’alba, che imbiancava allora le vette dei monti vide quei due generosi abbracciati. E li vide ed esultò un’anima innamorata, che per essi dimenticava il suo cielo.