Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/332

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presentazione alla marchesa, furono il solo segreto che il duca di Feira dovesse custodire, tacendone riguardosamente col suo Aloise. Frattanto, a parlar solamente degli uomini, dovevano esser belli quei due personaggi accostati dal caso; l’uno che lodava l’altro come un benemerito della sua parte; l’altro che ricusava la lode, poichè solamente aveva fatto il debito suo di onesto consigliere, n’avesse anche profitto una gente nemica. Bello, due anni più tardi, il banchiere Vitali, tutto bianco di latte in marmo di Carrara, per trecentomila lire lasciate ad un istituto di carità, che gli eresse la statua; e Dio perdoni al povero letterato, che fu richiesto di dettar l’iscrizione, e non seppe schermirsene!

Del Collini si è già detto, che ebbe un cospicuo legato, bastante a farlo vivacchiare. O non era già ricco? direte. Sì, era; ma quel banco Cardi, Salati e Compagno, nel quale egli, il compagno, teneva impegnati tutti i suoi capitali, sapete pure che fece una mala fine. Già ogni anno, alla stretta dei conti, tra Cardi e Salati si salassava ben bene il compagno: poi, un bel giorno, il Salati era sparito colla cassa; e il Cardi, atteggiandosi a vittima, spandeva torrenti di lagrime, disposto a dare una parte del suo al compagno scottato. Magra consolazione, un cinque o sei mila lire di partecipazione, a chi ne perdeva dugentomila: pure, gli bisognò contentarsene. Poi, anche il Cardi sparì, per vergogna, forse, e per andare a cercar fortuna altrove; più probabilmente per ricongiungersi al Salati, e rifare con lui una nuova ragion di commercio. Speriamo che abbiano azzeccato un altro compagno; quanto a quello di Genova, non ebbe più modo di risorgere! corto a quattrini, si ritrovò politicamente spacciato; il partito ch’egli sperava di capitanare dopo la morte del Gallegos, gli antepose un altro, che non valeva (diss’egli) i legacci delle sue scarpe. Ma così va il mondo; e il nostro grand’uomo dal pelo rossigno, che aveva nutrite in cuor suo tutte le ambizioni, della eleganza, della ricchezza, dell’autorità, si trovò in un giorno deluso di tutte, messo fuori bel bello dalle nobili case, costretto a chinare la fronte orgogliosa, battendo per disperato la povera via delle visite a un franco l’una. Triste destarsi da un sogno di onnipotenza, che lo aveva lusingato, gonfiato, levato al settimo cielo!

Il suo fortunato rivale e successore nella condotta del partito, non ebbe da stare molto più allegro di lui. Quello era un momento critico per la parte nera. Speranze nuove allargavano i cuori; molto si aspettava dal terzo Napoleone, e nel Parlamento italiano, per prepararsi ai felici eventi, si facevano