Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/345

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Intanto la bella Ginevra era già tutta prostrata al fianco del morente. Si erano ritirati gli amici, intendendo la gravità del momento: solo era rimasto, perchè avvicinatosi allora, il Mattei. Lo vide Aloise, e stendendogli la mano con atto supplichevole gli disse:

- Ah, dottore, ancora pochi istanti di vita!

- Sì, sì e speriamo di uscirne ancora; - rispose il Mattei; - ma siate calmo, Aloise. -

Un lieve sorriso increspò le labbra del giovine.

- Son calmo, sì, calmo.... e contento; - diss’egli. - O Dio, che momento è questo? Siete dunque voi, madonna Ginevra? - soggiunse, volgendosi alla bellissima creatura, che stava sempre prostrata, inclinando il volto su lui.

- Io, sì, - rispose ella, avvicinandosi ancora; - io, che vi ho sempre amato, Aloise. -

Sussultò alle inattese parole il morente, e aperse gli occhi, quanto più gli venne fatto, contemplandola estatico.

- Non Aloise; - mormorò egli poscia. - Goffredo.... Goffredo Rudel! La contessa di Tripoli, pietosa, è venuta a consolare gli ultimi momenti del suo servo fedele.

- Fedele, sì, ma senza fede in lei! - diss’ella, con accento di dolce rimprovero. - Che idea, questo duello!

- Dica questo suicidio! - esclamò il Mattei, traendosi indietro, con le palme alla fronte.

- Ah, il cuore me lo diceva, pur troppo! - gridò la marchesa, impallidendo. - Come tutto ha concorso ad ingannarlo! Ed anche io, conoscendoti male, mi ero tanto ingannata! Aloise, dimmi che mi hai perdonato!

- Vi adoro; - rispose il giovine, con un filo di voce, in cui si raccoglieva tutta l’anima sua.

E le sue labbra, già fatte smorte, si muovevano implorando. E sovr’esse intendendo la muta eloquenza dell’atto vennero ardenti a posarsi le labbra di lei.

- Sono felice; - diss’egli. - Come è più dolce, ora, il morire! Sia ringraziato il Signore della misericordia, ed accolga l’anima mia! -

Il doloroso momento si avvicinava. Una spuma rossastra apparve sulle labbra del giacente; al sommo del petto un tremito violento e continuo indicava gli sbalzi del cuore, così rapidi e pazzi, sul punto di ridursi all’inerzia finale. Ancora una volta il morente tentò di aprir gli occhi; ma non gli venne fatto che a mezzo, e le sue mani si irrigidirono in una stretta suprema su quelle di Ginevra. Era l’addio della partenza. L’ultimo raggio del sole si nascondeva dietro il