Pagina:Barrili - La figlia del re, Treves, 1912.djvu/267

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 259 —


avrebbe più potuto negare, mi aveva soverchiata un sentimento di nausea. Riconoscevo tutto l’orrore della mia condizione; mi sentivo sola, senza appoggio, in mezzo ad una società che avevo scelta io e che mi dava in dolori e vergogne tutto ciò che sentivo di aver meritato. L’hai voluto?

mi diceva una voce dal fondo della coscienza; l’hai voluto, e ti sta bene; piangi pure, ma bevi le tue lagrime. Le ho bevute, babbo, le ho tutte bevute in silenzio. Lagnarmi con lui? Mi ripugnava.

Amai meglio vincermi, adattarmi una maschera al viso e sopportare una compagnia diventata odiosa, che abbassarmi a pregare, a implorare il suo ritorno a me. Del resto, m’ingannerò, forse, ma credo che i cuori una volta sviati non ritornino più all’amore antico. Il suo, poi, ne aveva avuto per me? Non era stata la mia dote e la mia condizione di figlia unica, di unica erede, la meta di tutti i suoi desiderii? Di questo io mi ero persuasa ben presto; ed anche per questa ragione ho incominciato a dissimulare, a mentire.

— E lui?

— Tranquillissimo, sai, ed accoglieva col miglior garbo del mondo i complimenti che gli si facevano, come al modello dei mariti. Non era egli nelle debite ore con me? Non si mostrava con me alle passeggiate, ai teatri, ai concerti? Veramente, era un marito esemplare; ed anch’io una moglie esemplare, non tirannica, non curiosa, non uggiosa compagna. Ma come soffrivo dentro di me! Come mi veniva a certi momenti la voglia di scattare, di dar fuori! Perchè non lo facessi il giorno della catastrofe, ci volle davvero una gran forza d’animo. Ma allora un altro pensiero era venuto a sostenermi. Bisognava salvarlo dalla vergogna. Chi sa? dicevo tra me; forse è questa una crisi salutare. Abbandonato dal suo orgoglio, vedrà l’abisso in cui è piombato, e la mia generosità nel rialzarlo, senza chiedergli conto di nulla. Allontanato per forza da’ suoi vili amori, ne conoscerà l’abietteiza, e vorrà vivere per la famiglia, per l’onore, per l’avvenire dei suoi fi-